Santuari e
chiese
» Provincia di Vibo
Valentia
Diocesi Mileto - Nicotera -
Tropea
Sede vescovile suffraganea
di Reggio Calabria - Bova
VESCOVO: S.E. Mons.
DOMENICO TARCISIO CORTESE
Curia: Via
Episcopio, 15 89852 Mileto (VV)
Recapiti: Tel. 0963
338397 - 0963 338398
E-mail:
curiamileto@libero.it |
|
Le chiese di Vibo Valentia
Maria Ss. Immacolata
Vena Inferiore |
S.Maria del Soccorso
P.za Luigi Razza |
S.Michele
P.za San Michele, Piscopio |
San Nicola
Via Calabria, Piscopio |
Sacra Famiglia
Via Giovanni XXIII |
Regina Pacis
C.da Bitonto |
S.Maria Maggiore e S.Leoluca
P.za San Leoluca |
San Michele e San Giuseppe
Largo Antico Collegio |
San Nicola
V.Roma, Vena S. |
Spirito Santo
P.za Diaz |
Dasà
Santuario Madonna della Consolazione
Dinami
Santuario
Maria Santissima della Catena
Il Santuario della Madonna della
Catena faceva parte di un Convento dei Frati
Cappuccini, ormai cancellato dai terremoti.
L’impianto sacro presenta una facciata a
vela con campane e un interno a due navate
sul cui soffitto si possono mirare delicate
decorazioni. Il Santuario conserva la statua
lignea della Vergine della Catena, opera di
De Lorenzo.
Joppolo
Santuario Madonna del Carmine

Il Santuario della Madonna del
Carmine sorge sulla collina detta Monte
Poro, in una posizione estremamente
suggestiva e circondato da limpide sorgenti
di acqua oligominerale. Il Santuario, meta
di numerosi pellegrini duranti i
festeggiamenti del 15 e del 16 luglio di
ogni anno, fu fondato nel 19° secolo da
Frate Carmelo Falduti. Al suo interno si
conserva una statua lignea della Madonna del
Carmine, risalente anch’essa al 19° secolo.
Le chiese di Mileto
Maria Ss.Assunta
Largo Chiesa Calabro' |
Maria SS. Immacolata
Largo Chiesa |
S.Maria degli angeli
Paravati |
S.Nicola
Via Episcopio |
San Rocco
San Giovanni |
SS Trinita' e S. Benedetto
|
Le chiese di Nicotera
Immacolata Concezione
Marina di Nicotera |
S.Maria Assunta
Via Duomo |
San Sebastiano Martire
Preitoni |
Parghelia
Santuario
Madonna di Portosalvo
Il Santuario della Madonna di Porto
Salvo fu costruito nel 18° secolo. Di stile
neoclassico, la sua facciata è scandita da
lesene, sormontate da capitelli decorativi,
ed è affiancata da un campanile cuspidato a
base quadrata. Il portale d’ingresso ha
forma rettangolare. All’interno
dell’edificio si conservano splendide opere
in marmo e tele di scuola napoletana,
risalenti al Settecento. Citiamo, tra
queste: l’altare e la balaustra in marmo, in
stile barocco; il dipinto olio su tela
raffigurante la Madonna di Porto Salvo (18°
secolo); le tele della Sacra Famiglia,
dell’Annunciazione e della Deposizione (18°
secolo).
Porto di Nicotera
Santuario Madonna del Carmelo
Serra San Bruno
Santuario Santa Maria del Bosco

L’Ordine Certosino fu fondato nel
1901, nel territorio delle Serre Calabresi,
da Bruno di Colonia. Alla ricerca di una
vita solitaria da dedicare completamente a
Dio, egli costruì l’Eremo di Santa Maria del
Bosco, prima chiesa consacrata nel 1094. Dal
1193 il monastero fu gestito, fino al 1411,
dall’Ordine Cistercense. Tornò, nuovamente,
sotto il controllo dei Certosini agli inizi
del Cinquecento, quando vennero ritrovate le
ossa del fondatore Bruno e del suo
successore Lanuino. Nel 1514 papa Leone X
beatificò Bruno e autorizzò il culto
certosino. La Certosa fu distrutta dal
terribile terremoto del 1783 e fu
riedificata solo nei primi del Novecento. Il
Santuario risale al Seicento. Oltre alla
Chiesa di Santa Maria del Bosco, esso ospita
il Dormitorio di San Bruno e un laghetto nel
quale il Santo era solito fare penitenza.
Nel 1979, sotto la pavimentazione della
Chiesa, sono state rinvenute le ossa dei
compagni di San Bruno: esse sono oggi
conservate in un ossario posto a due metri e
mezzo sotto la nuova pavimentazione e
coperto da una lastra di vetro. Al 1994
risale, invece, l’apertura del Museo della
Certosa.
Soriano Calabro
Santuario
di San Domenico
Il Santuario di San Domenico risale
al 1510, quando i Domenicani fondarono – nel
territorio di Soriano – uno dei più
importanti conventi del loro Ordine in
Europa. Il Santuario - ricordato per aver
ospitato Carlo V e Tommaso Campanella –
custodisce una tela di S. Domenico e
numerose opere d’arte e oggetti preziosi. Il
Santo venerato nel Santuario viene, da
secoli, considerato protettore dei
“mostazzolari”, cioè dei produttori di
mostaccioli (in dialetto: mustazzola). I
mostaccioli sono dolci tipici calabresi a
pasta molto dura, preparati con farina,
miele d’arancio e mosto cotto e decorati da
carta stagnola colorata. Si narra che, in un
periodo di carestia, tali biscotti furono
offerti da un monaco misterioso alla
popolazione affamata di Soriano: da questo
fatto, la convinzione che tali dolci fossero
un regalo miracoloso operato dallo stesso
San Domenico e la tradizione di offrire gli
stessi in voto alle chiese della zona.
Tropea
Santuario Santa Maria dell'Isola

Il Santuario di “Santa Maria
dell’Isola” sorge su una suggestiva
scogliera a picco sul mare. Meta, di
numerosi pellegrini, vi si giunge
attraversando una lunga e ripida scala
ricavata lungo speroni rocciosi. L’attuale
facciata dell’edificio risale al 1905, ma
l’impianto originario è dell’11° secolo. La
forma primitiva è bizantina, a pianta
centrale: sono state successivamente
aggiunte tre piccole navate. Al 14° secolo
risalgono un rilievo di Cristo tra i Santi e
una pietra tombale, opera del Maestro da
Mileto, dalle linee gotiche. Del Settecento
è, invece, la tela, adagiata nella volta,
che ritrae la S. Famiglia, e il gruppo
statuario posto nell’altare. All’interno del
Santuario, inoltre, sono ancora evidenti i
resti murari dell’impianto medievale. Fino
agli inizi del 19° secolo la chiesa era
direttamente collegata alla cittadina da un
cavalcavia. Oggi la chiesa richiama un gran
numero di fedeli sia in occasione della
processione sul mare, il 15 agosto, sia l’8
settembre. Dietro la chiesa, un romantico
giardino con balconate a picco sul mare.
Santuario Madonna di Romania
Il Santuario della Madonna della
Romania risale all’anno Mille. Al suo
interno è conservata la tela bizantina di
una Vergine nera che, secondo la tradizione,
fu portata in Calabria dalla Romania dai
monaci basiliani nel milletrecento circa. Si
narra che, nel 1638, la Vergine apparve in
sogno al Vescovo di Tropea Ambrogio Cordova:
Ella lo avvertì che presto un terremoto
avrebbe devastato la Calabria. Il 27 marzo
di quell’anno, il religioso perciò istituì
una processione di penitenza e proprio
nell’istante in cui numerosi pellegrini si
erano radunati ad onorare la Madonna si
scatenò il terremoto; la calamità distrusse
numerose zone della regione ma lasciò
intatta Tropea. Per questo episodio, la
Madonna della Romania fu riconosciuta
Patrona del paese. A Lei furono attribuite
anche la salvezza dalla peste seicentesca e
da un altro terremoto verificatosi nel 1659.
In onore della Vergine, il 15 agosto di ogni
anno i Tropeani portano la statua che la
raffigura a bordo di una barca e la spingono
fino alla baia di Riaci; la suggestiva
processione sul mare si chiude, poi, con una
fiaccolata sulla spiaggia. La festa della
Madonna della Romania si celebra il 9
settembre e richiama numerosi fedeli dalle
zone limitrofe.
Le chiese di Tropea
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Immacolata |
San Giacomo Maggiore
|
S. Rosario |
Ss. Annunziata |
Vallelonga
 Santuario
Madonna di Monserrato
Il Santuario della Madonna di
Monserrato, distante solo 30 km da Pizzo
Calabro, è uno dei luoghi sacri più
frequentati della Calabria. Il culto della
Vergine di Monserrato è di origine aragonese:
deriva dal noto Santuario della Madonna di
Monserrat fondato, nel 1030, vicino alla
città spagnola di Barcellona. Esso si
diffuse enormemente a Vallelonga in seguito
al terribile terremoto del 1783: in quell’occasione,
infatti, il paese fu risparmiato da danni
ingenti e tale grazia fu attribuita alla
Vergine, dispensatrice di miracoli. Il
Santuario, ricostruito nell’ultimo
dopoguerra, ha perso il suo stile: solo il
portale e l’altare maggiore ci descrivono
fedelmente le vestigia di un’epoca passata.
Il portale, posto al centro di una splendida
facciata tripartita, è in pietra, in stile
barocco; ai lati, due bassi campanili a
cupola. L’interno, a tre navate, è scandito
da pilastri quadrati rivestiti di marmi ed è
arricchito da stucchi. Numerose sono le
opere che si conservano nel Santuario: le
tre tele di Andrea Cefaly da Cortale
raffiguranti, rispettivamente, la “Giuditta
con la testa di Oloferne”, la “Natività” e
la “Fuga in Egitto”; la statua della Madonna
con il Bambino, posta sull’altare maggiore –
quest’ultimo in marmi policromi, opera della
raffinata arte dei maestri serresi; due
piccole sculture in marmo del Seicento,
raffiguranti due frati domenicani;
l’affresco di Diego Grillo (19° secolo), che
ritrae l’Incoronazione della Vergine; la
Santa Lucia lignea, seicentesca, e il San
Giuseppe ligneo di Vincenzo Scrivo (19°
secolo). La festa della Madonna di
Monserrato si celebra la seconda domenica di
luglio; dell’evento, molto commovente e
degno di nota è il momento in cui la
processione, che porta a spalla la statua
della Vergine, si ferma silenziosa sotto una
grande quercia del vicino boschetto: è il
momento, questo, in cui la Madonna si
impossessa del Paese.
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