Santuari e
chiese
» Provincia di
Reggio Calabria
Arcidiocesi di Reggio
Calabria-Bova
Vescovo S.E. Rev.ma
Vittorio Luigi Mondello
Sede Via Tommaso
Campanella, 63; 89127 Reggio
Calabria;
Tel. 0965/385510 |
Diocesi Locri-Gerace
Vescovo Mons. GianCarlo
Maria Bregantini
Sede Via Garibaldi,
104 - 89044 Locri (RC)
Tel. 0964 20781 |
Diocesi (sede vescovile
suffraganea di Reggio C.) Oppido
Mamertina-Palmi
Vescovo S.E. Mons. Luciano
Bux
Curia P.za Duomo,1
Oppido Mamertina
Tel. 0963 338397 |
Reggio Calabria
Santuario
Santa Maria di Modena Reggio Calabria
Il culto della Madonna del Soccorso risale
al XIV sec. in àmbito siciliano. Nel 1306,
infatti, il P. Nicolò Bruno, Priore del
Convento di S. Agostino in Palermo, fu
miracolato dalla Vergine che apparendogli in
sogno gli impose di farla invocare con il
titolo del Soccorso.
La prima testimonianza di devozione in
Calabria è a Scido (RC), con una statua
marmorea della Madonna del Soccorso nella
chiesa parrocchiale attribuita ad Antonello
Gagini (XVI sec.).
Reggio Calabria
Santuario Maria Santissima della
Consolazione

Il Santuario di Santa Maria Madre della
Consolazione è una delle più importanti
chiese di Reggio Calabria. Conosciuto anche
come Basilica dell’Eremo, esso è posto in
una splendida posizione nell’omonimo
quartiere della zona più alta della città.
La sua origine risale al 1532: in
quell’epoca esso venne edificato ad opera
dei Cappuccini. Quando, nel 1577, la città
venne liberata dalla peste, si additò alla
Vergine l’origine di tale miracolo e la
stessa divenne Patrona Principale di Reggio.
Da allora, il popolo Reggino si rivolge alla
Madonna in ogni momento di difficoltà e
calamità. L’impianto sacro - oggi in vesti
moderne, perché distrutto dal terremoto del
1907 e riedificato negli Anni Sessanta -
custodisce la tela della Madonna della
Consolazione, forse opera di S. Giordano
(1547). La festa della Madonna della
Consolazione si celebra il secondo sabato di
settembre, con grande partecipazione
popolare.
Reggio Calabria
Santuario di Sant'Antonio da Padova
Le chiese di Reggio Calabria
S.Stefano
R.ne Versace |
S.pio X
Via Modena |
S.ti Filippo e Giacomo
Via Cairoli |
S.ti Giovanni e Filippo Neri Via
Arangea |
S.ti Girolamo e Anna P.za S.Anna |
Sacro Cuore
Via Galileo |
San Paolo A.
Via Reggio Campi |
S.Lucia Vergine Via de Nava |
S.Maria del Buon Consiglio
Via Ravagnese |
S.Maria di Itria
Via Sbarre c.li |
Maria Ss Assunta
P.za Duomo |
San Giorgio al Corso
C.s. Garibaldi |
San Giorgio martire
Via S.Giorgio extra |
San Luca E.sta
Via Gebbione |
S.Maria di Loreto
Via Sbarre c.li |
|
San Domenico Via Reggio campi |
San Crispino e San Crispiniano |
San Cristoforo
Via dei Gerani |
S.Elia Profeta
Via Condera |
S.Francesco d'Assisi
Via Sbarre c.li |
S. Maria Candelora
Via Romeo |
del Carmine |
Santa Caterina Vergine
Via Provinciale |
Cattedrale Maria SS. Assunta |
San Sebastiano
Via Crocifisso |
Spirito Santo
Via P. Andeloro |
Ss.Salvatore
Via Cardinale Portanova |
Chiesa Battista |
San Bruno
Via Manfroce |
Cattolica dei Greci
Via Aschnez |
Bagnara Calabra
Santuario
Maria Santissima del Carmelo
Fanno da cornice alla cittadina gli
aspri contrafforti rocciosi che scendono
precipitosamente a mare, restringendo la
costa e gli antichi terrazzamenti coltivati
a vite, delimitati dai muretti in pietra che
gli uomini del passato hanno sapientemente
costruito. Importante roccaforte dei
Normanni, grazie ai quali sorsero monasteri
ed abbazie che diedero particolare lustro
alla città, Bagnara vanta una radicata
tradizione mariana, come attestano le
numerose Chiese e le feste dedicate alla
Vergine.
Il Santuario di Maria SS. del Carmelo, su
una piazzetta che offre un magnifico
panorama, venne ricostruito dopo il
terremoto del 1783 e richiama quella che fu
la più antica chiesa di Bagnara. Le origini
del Santuario di Santa Maria e dei 12
Apostoli risalgono a quella che fu
un'importante abbazia normanna, edificata
dal conte Ruggero nel 1802. Intorno
all'abbazia si sviluppò Bagnara. L'abbazia
venne distrutta dal terremoto del 1783 e sul
finire dell'800 venne costruito l'attuale
Santuario, nel quale è custodita la pala
d'altare raffigurante la Vergine ed i 12
apostoli (proveniente dall'antica abbazia
normanna). Nella piccola baia del rione
Marinella i pescatori, il 25 settembre,
portano in processione sul mare la Madonna
di Portosalvo, loro protettrice.
Bianco
Santuario Maria Santissima di Pugliano
Secondo la tradizione l'immagine di
Maria SS. di Pugliano giunse dalla Puglia
durante l'invasione turca. Il Santuario ha
origini antichissime: nell'anno 1000 alcuni
allevatori di cavalli, dalla Puglia vennero
a Bianco, dove c'era il culto del cavallo, e
si portarono un'effigie sacra che veniva
chiamata Madonna di Pugliano, in ricordo
della terra natia.
Dell'effigie originale, lasciata in custodia
ai Monaci basiliani che avevano una loro
laura, non c'è più traccia. Il quadro più
antico è su tela e risale al XVI-XVII
secolo. Venerato fino al 1855, fu poi
semidistrutto da un incendio provocato dalle
candele che venivano accese accanto al
quadro in segno di devozione.
Dal 1855 in poi si venerò un bellissimo
dipinto di Giuseppe Cavaleri di Grotteria,
trafugato nel 1974.
Oggi si venera un'effigie raffigurante la
Madonna seduta, col Bambino sulle ginocchia,
opera del Prof. Alberto Bonfà. Il Santuario,
in stile barocco-rococò, risale al 1600.
L'interno, a navata unica, è decorato con
stucchi policromi e pannelli. L'edificio,
per il notevole interesse storico-artistico,
è stato dichiarato Monumento Nazionale nel
1984.
I festeggiamenti in onore della Vergine di
Pugliano, che si svolgono nei giorni del 13,
14 e 15 agosto. La festa è molto
caratteristica: di sera, la sacra tela viene
portata in processione sul mare, nel duomo e
nel santuario e, durante l’ultima notte, gli
abitanti di Bianco celebrano la Madonna con
spettacolari fuochi d’artificio.
Bivongi
Santuario
Mamma Nostra
Nel 1710 P. Giuseppe Cretari venne
a predicare le missioni parrocchiali e portò
l'immagine della Vergine col Bambin Gesù,
indicando con la mano colui che è il centro
della fede cristiana. Si narra che al
termine della missione la tela raffigurante
Maria SS. Mamma Nostra volle rimanere a
Bivongi.
Nonostante le autorità del tempo vollero
ritirare il quadro dal culto, il popolo si
fece costruire, verso la fine del ‘700 la
statua, mantenendo lo stesso titolo.
Il Santuario di Bivongi è detto infatti, di
“Mamma Nostra”, per la grande tenerezza con
cui i fedeli locali venerano la Madre
Divina. Qui, da trecento anni, si venera una
splendida tela che ritrae la Vergine.
L’edificio sacro è stato proclamato
Santuario solo in anni recenti, più
precisamente il 27 dicembre 1985
dall’Arcivescovo A. Cantisani. Nel Santuario
si possono mirare alcuni arredi sacri e una
statua in legno dell’Immacolata.
Bombile
Santuario Madonna della Grotta

Il Santuario è incastonato in una
impervia parete rocciosa ed era
raggiungibile solo mediante una scalinata
scavata nella pietra, che i devoti
percorrevano in ginocchio. Nel 2004 un
improvviso crollo ha reso impraticabile
l'unica via d'accesso al suggestivo luogo di
culto e da allora si sono succeduti
innumerevoli solleciti per un repentino
restauro della Chiesa ipogea. All'interno
della Chiesa è collocata una statua in marmo
di Carrara della Madonna che regge il
Bambino, attribuita al Gagini e risalente a
metà del XVI secolo. La statua è posta su di
uno splendido altare del XVI secolo.
Numerose sono le storie e le leggende
relative a questo luogo, alcuni storici
raccontano che in origine la piccola
chiesetta fosse la cella di un eremita, a
poco a poco trasformata in una chiesa a
croce latina, ma la venerazione popolare è
legata alla leggenda di un mercante che,
travolto da una tempesta, implorava salvezza
alla Regina del Mare e Le prometteva una
candida statua, in segno di eterna
gratitudine. Il mercante e il suo equipaggio
si salvarono e subito fu incaricato un
artista di confezionare la statua. Colpito
da una malattia incurabile, l'artista si
rammaricava di non riuscire a completare
l'opera secondo i tempi concordati, ma
quando cercò di spiegare l'accaduto al
mercante, la Statua era miracolosamente
finita e di una bellezza impareggiabile. La
statua fu caricata su piccolo vascello e
portata dai venti sul lido di Ardore e da lì
lasciata in balia di un carro di buoi. I
giovenchi s'inerpicarono tra le rocce e
depositarono la staua nella Grotta dove si
trova attualmente. La leggenda racconta
anche che l'acqua scaturì da quelle rocce
arse dal sole e da allora è luogo di assidui
pellegrinaggi.
Bova
Santuario
Madonna del Mare
Il Santuario della Madonna del Mare
si erge sul Promontorio di Capo Crisafi,
accanto alla Statua bronzea della Vergine
del Mare. La festa si celebra la prima
domenica di agosto: in quel giorno numerosi
fedeli si apprestano a portare in
processione sul mare la tela, custodita
all’interno del Santuario stesso, della
Vergine.
Santuario Theotokos
Le chiese: S.Teodoro martire
Bruzzano Zeffirio
Santuario Madonna della Catena
Dell'origine di questo Santuario
non si hanno notizie storiche certe. La
tradizione racconta che alcuni marinai di
Bruzzano, insieme con altri di Ferruzzano,
trovarono - sulla spiaggia del Promontorio
Capo Bruzzano - una cassa con dentro una
bellissima statua in alabastro raffigurante
la Madonna -a figura intera e a tutto tondo-
con in braccio il Bambino, e un moretto
incatenato ai suoi piedi: da qui il titolo
di Madonna della Catena. Aggiogate due
coppie di buoi selvatici ad un carro, vi
caricarono la statua che, seguita dalla
popolazione in preghiera, fu avviata verso
il paese.
Al confine tra Bruzzano e Ferruzzano, i buoi
si fermarono e non vollero proseguire oltre.
Si dedusse perciò che la Madonna voleva che
il suo tempio sorgesse al confine tra i due
paesi e si costruì la chiesetta. I
Bruzzaniti, però, non contenti della
chiesetta e della bella statua, ne fecero
una copia da esporre nella loro Chiesa
Arcipretale.
Da allora, ogni anno, alla prima domenica di
settembre, festeggiano la Madonna della
Catena. Il venerdì precedente la festa, la
statua riproducente l'originale, viene
portata in processione sino al Santuario a
trovare la statua autentica e per tre giorni
i fedeli vi si recano a pregare e a lodare
la Vergine. Alla domenica, sull'imbrunire,
tra canti e preghiere la copia viene
riportata nella Chiesa Arcipretale.
Nel 1583 l'esercizio del culto fu trasferito
nella chiesa rurale detta S. Maria del
Piltro, che nel 1753 venne riedificata in
paese col nome di S. Maria della Catena. Il
terremoto del 1783 le distrusse entrambe e
il culto dovette continuare in una baracca
costruita dai fedeli. Qualche tempo dopo la
chiesa fu riedificata dal marchese Fuscaldo.
A qualche Km dal paese sorge la chiesetta di
S. Maria della Catena.
Cardeto
Santuario Madonna di Mallamace
Il Santuario della Madonna di
Mallamace e l’annesso conventino sorgono sul
versante destro del torrente S. Agata,
edificati sulle rovine di una piccola chiesa
basiliana e risalenti al 1400. Nel corso dei
secoli hanno subito lesioni e parziali
distruzioni, ma sono stati sempre
ricostruiti.
Il Santuario accoglie una comunità di suore
appartenenti alle Figlie della Carità, dette
di Maria Bambina, arrivate nel 1972, che
curano il Santuario e svolgono azione
pastorale fra la gente, soprattutto delle
campagne.
Il santuario conserva al suo interno una
splendida Statua della Vergine in marmo
bianco. Essa è posta su un altare di
notevole interesse artistico.
Delianuova
Santuario Maria Santissima Annunziata
Gallico Superiore
Santuario
Maria Santissima delle Grazie
Il Santuario di Maria SS. della
Grazia fondato nel 1960, contiene una
miracolosa immagine della Vergine Maria col
Bambino venerata dal popolo di Gallico e
della valle del torrente omonimo.
Vi è sepolto P. Aurelio Cannizzaro che fu
per 20 anni rettore del Santuario.
Di fronte alla sua tomba c’è l’immagine del
Beato Guido M. Conforti con una sua
reliquia. C’è anche la Cappella della Pace
Gerace
Santuario Santa Maria delle Grazie

Le origini del Santuario risalgono
al 13 dicembre 1649, quando fu costruito un
tempietto dedicato alla Madonna delle Grazie
e sono legate ad un giovane, Domenico
Teotino, appartenente ad una devota famiglia
del luogo. Indossato un ruvido saio da
frate, il giovane eremita si chiuse in una
cella della chiesa rurale di S. Pietro e
preparò i suoi concittadini al culto della
Madonna delle Grazie.
Una notte del 1649 vide una luce provenire
da un roveto e recatosi sul posto trovò,
appesa al muro di una casa diroccata,
un'immagine dipinta della Madonna col
Bambino. Preso dal terrore, cadde a terra
tremante ma una voce arcana lo rassicurò
dicendogli : "Io sono Maria delle Grazie;
qui voglio edificato il mio tempio, ed
essere venerata: recati dal curato e porta
la mia parola". Al mattino il giovane si
recò dal curato per riferire l'accaduto, ma
non fu creduto. Ritiratosi nella sua cella
ebbe una nuova apparizione: la Vergine gli
ordinava di ritornare dal curato e dirgli di
cominciare a costruire il tempio perché Lei
l'avrebbe terminato e come segno della
veridicità dell'apparizione lo avrebbe fatto
diventare muto per tre giorni. Il curato che
continuava a non credere divenne muto ma,
riacquistata la parola, chiamò il giovane
eremita e insieme si recarono sul luogo
dell'apparizione.
Nel 1829 in seguito ad un grave movimento
franoso. Miracolosamente, risparmiò
l'effigie della Madonna col Bambino
circondata da angeli, opera dello scultore
romano Bernardo Valentini (1760).
Nel 1904 fu inaugurato il nuovo Santuario
Santuario Nostra
Signora di Prestarona
Le notizie storiche sul Santuario
di Nostra Signora di Prestarona sono
riportate in una pergamena del 1507
conservata nell'Archivio Capitolare di
Gerace. Nel documento risulta che i Monaci
Basiliani di S. Filippo d'Argirò, già prima
dell'anno 1000, possedevano la chiesa di
Nostra Signora di Prestarono, sita nella
omonima vallata. Il nome deriva dal greco
Prestaronas che vuol dire colomba,
colombaia: infatti il Bambino regge in mano
una colomba simbolo della pace.
Il Santuario moderno si è sviluppato intorno
alle costruzioni bizantine che, nel corso
dei secoli, hanno subito vari
rimaneggiamenti. Alla chiesetta è annesso un
conventino nel quale ha abitato per secoli,
dopo la partenza dei Basiliani, un eremita.
Originariamente nella chiesetta si venerava
un'icona poi scomparsa, al suo posto venne
collocato sull'Altare Maggiore il grande
quadro raffigurante la Vergine con S.
Filippo e S. Jejunio, che adornava la volta
del soffitto. Nel 1859 Caterina Frascà donò
al Santuario la bella statua lignea opera
dello scultore Rocco Larussa di Villa S.
Giovanni. La devozione dei Geracesi per
questa Madonna è grandissima.
Nella Cappella dell'Itria, che si apre nel
soccorpo della Cattedrale è ospitata la
statua raffigurante la tipica Madonna con
Bambino che gioca con una colomba, cioè la
Madonna di Prestarona, risalente al 1300,
opera della scuola pisana di Tino da
Camaino. Nel corso delle varie vicende, la
Madonna ha cambiato sede ed è stata
sistemata, fra l'altro, sulla via campestre
che porta a Prestarona, ma nel 1976 è
ritornata nella Cappella dell'Itria e, in
mezzo ai campi è rimasta una copia della
statua autentica.
Le chiese di
Gerace
|
S.Giorgio Martire Via Nazionale |
S. Giovanni Battista via S.Anna |
S.Maria Assunta Via Duomo
|
Porto Salvo
Santuario
Madonna di Porto Salvo Melito
Le chiese di
Locri
Maria Ss. Immacolta
Moschetta |
Santa Caterina Vergine e Martire
C.so V.Emanuele |
Santa Maria del Mastro
Via Caprera |
Molochio
Santuario
Madonna di Lourdes
Primo Santuario Lourdiano in
Italia, il Santuario della Madonna di
Lourdes di Molochio è stato costruito alla
fine del 19° secolo, per volere del
francescano Padre Francesco Maria Zagari.
Questi aveva ricevuto in dono, a Parigi,
dalla terziaria francescana Maria Probech
Schlestard, la bellissima statua lignea
della Vergine di Lourdes - oggi conservata
nell’edificio sacro. Il Santuario, unico
Lourdiano in Calabria, ha aperto le sue
porte al culto nel 1901; la statua della
Vergine è stata incoronata da tre vescovi
nel 1958 e benedetta da Papa Pio XII. La
festa della Madonna di Lourdes si celebra il
2 agosto.
Motta San Giovanni
Santuario Maria Santissima del Leandro
Antico luogo di culto di origine
bizantina, era già in piena efficienza a
partire dalla seconda metà del Seicento. In
quel secolo, la chiesa era retta dalla
Confraternitalaicale
della Madonna del Leandro. All’interno
dell’edificio sacro si venerava una
bellissima statua in marmo raffigurante la
Madonna col Bambino. Leggendo le annotazioni
dell’Arcivescovo Annibale d’Afflitto,
stilate intorno al 1595, scopriamo che in
quell’epoca la chiesa si presentava ricca e
ben tenuta - piena di suppellettili,
paramenti sacri, arredi e di offerte in
argento e oro – oltre che frequentatissima.
Ai lati della statua della Madonna erano
poste tre tele – oggi introvabili –
raffiguranti rispettivamente S. Pietro, S.
Paolo e l’Assunta stessa. Nell’atrio della
chiesa sorgevano tre cellette per i
sacerdoti. Nei secoli successivi, la chiesa
fu lasciata in stato di abbandono: nel 1750
ne fu ordinata, perciò, la ricostruzione. La
chiesa è stata restaurata, recentemente,
anche una terza volta nel 1998. Si presenta
ad una sola navata; entrandovi, sulla
destra, si scorge un’antica acquasantiera in
marmo del 1667. Sull’altare maggiore è posta
la statua della Madonna col Bambino, alta m
1,90, scolpita in tutto tondo su marmo
bianco a fiorami e conservata in ottime
condizioni. Sopra la Statua, sul timpano è
posta una una croce greca. Ai lati
dell’altare, due tronchi di colonna in
gesso, colorati in nero, con i
caratteristici ricami a rombi e crocette
della tradizione bizantina. Annessa alla
chiesa c’è un piccola sacrestia. La piccola
piazza del sagrato è circondata da resti del
vecchio muro e, poco distante, i resti di
una fontanella. La chiesa ancora oggi, come
un tempo, è meta di pellegrinaggi in
occasione dei festeggiamenti del 15 agosto.
Oppido Mamertina
Santuario Maria Santissima Annunziata
Le chiese di
Oppido Mamertina
Divina Pastora
P.za Rocco Mammone |
S.Maria
Assunta
Via Palestro, 2 |
S.Maria Vergine Addolorata
Via Italia 38 |
|
S.Caterina V.e M. e S.Leone Magno
Via Maria Ss. delle Grazie
(Tresilico) |
S.Nicola
Di Mira
Vico Po, 1 |
S.Nicola
P.za Duomo |
Palmi
Santuario
Madonna del Carmine
Circondata dal mare della Costa
Viola, dagli ulivi che avviano alla Piana di
Gioia Tauro e dal massiccio roccioso del S.
Elia, Palmi trae le sue origini dalla città
magno-greca di Taureana, distrutta intorno
al X sec. Nel Santuario della Madonna del
Carmine è custodita la statua lignea della
Madonna (XVII sec.), festeggiata in
processione il 16 novembre, a ricordare la
protezione della città nel terremoto del
1894, quando gli occhi della Madonna si
mossero e lacrimarono.
Santuario Madonna
della Neve
Eretto sulle vestigia di un antico
monastero brasiliano - successivamente
oratorio bizantino - il Santuario della
Madonna della Neve è stato edificato in
tempi recenti (1958). Meta di numerosi
pellegrini, esso svetta su uno dei punti più
panoramici della Calabria.
Santuario Maria Santissima del
Carmelo
Le chiese di
Palmi
|
Maria ss.
del Rosario
Via Galluppi |
Maria Ss. del Soccorso
Via N. Pizi |
S.Fantino
Taureana
|
S.Nicola
Vescovo
Via N. Pizi |
Santa Famiglia
Rione Pille
|
Pazzano
Santuario
Santa Maria della Stella
Nell’VIII secolo il Santuario della
Madonna della Stella era Eremo e meta di
monaci decisi a vivere la più severa ascesi
anacoretica. Il primo documento che ci parla
dell’Eremo è il Codice Greco 598 di Parigi,
copiato a Stilo nel 1049. Nel 1096 l’eremo
fu trasformato in Monastero. Alla suggestiva
grotta, nella quale è conservata la statua
in marmo bianco raffigurante la Madonna
della Stella (1592), si accede scendendo una
lunga scalinata scavata nella pietra. La
tradizione narra che, proprio nel 1562, un
vascello che si dirigeva verso Crotone,
giunto in direzione della grotta della
Madonna della Stella si immobilizzò.
Dall'alto della rupe alcuni pastori videro,
durante la notte, uscire dal Vascello una
striscia di luce che allungava il suo raggio
per miglia, fino a raggiungere e ad
illuminare la lontana Grotta del Monte. Il
mattino successivo, i pastori - nel
tentativo di dare una risposta all’accaduto
- scesero nel battello e scoprirono che esso
trasportava una splendida statua in marmo
della Madonna diretta verso un’altra
località. I marinai e i pastori,
interrogandosi sull’accaduto, capirono
allora che la Vergine aveva scelto quel
luogo per fermarsi: condussero quindi il
sacro simulacro nella grotta e, solo in quel
momento, la nave riuscì a riprendere la
navigazione. La festa si celebra il 15
agosto.
Villa San Giovanni
Santuario Maria Santissima delle Grazie
Pezzo Villa S. Giovanni è il
principale punto di imbarco per la Sicilia
ed a ciò deve la sua importanza come centro
arittimo e commerciale. Fondata dagli
abitanti di Fiumara dopo il terremoto del
1783, nell'800 fu un importante centro
economico, grazie alla fiorente industria
della seta. In località Ferrito vi è il
Santuario della Madonna delle Grazie o
Madonna del Pezzolo, riedificato in luogo
della originaria chiesa del XVIII sec.,
distrutta dal terremoto.
Pietrapennata
Santuario
Madonna della Lica
Dai massi rocciosi che Lear definì
la "roccia alata" di Punta Gallo, sopra le
alture di Pietrapennata, attraverso il
lecceto della Forestòla si scende alla
vallata di Alìca, dove ancora si notano i
resti di una antica Abbazia Basiliana che
era sotto il titolo di S.Maria della Lica o
di Alìca.
Il nome Alica deriva probabilmente dal nome
che aveva quella contrada e per l'esistenza
nella zona di un tempio dedicato ad Apollo
Licio, che i Basiliani trasformarono in
Abazia intitolandola a S. Maria che fu detta
di A-Lica,
Nell'antica Abbazia Basiliana vi era una
Statua pregiatissima e di finissimo marmo.
E' opportuno precisare che se la sua fattura
è da attribuirsi, come alcuni sostengono, ad
Antonello Gagini di Messina, essa è
anteriore al 1536 che è l'anno in cui morì
l'artista.
Detta statua oggi si trova, dal 1887, dentro
la Chiesa Parrocchiale dello Spirito Santo
in Pietrapennata.
La Madonna di Alica festeggiata ogni anno da
tempi immemorabili l'8 maggio.
Fino ai primi del 1800 ad Alica si teneva
una Fiera di bestiame e si svolgeva la festa
in onore della Madonna il giorno 8 maggio di
ogni anno.
San Luca
Santuario Madonna della Montagna di Polsi

Il
Santuario della Madonna della Montagna sorge
a 865 metri di altezza, nel cuore
dell’Aspromonte. Esso è anche comunemente
denominato “Santuario della Madre del Divin
Pastore”. L’antico edificio fu eretto, nel
corso del III secolo, dai Messinesi che,
durante l’imperversare delle persecuzioni
contro i Cristiani, lasciarono la loro terra
per giungere in esilio nelle sperdute valli
dell’Aspromonte. Fu qui che essi eressero la
prima Chiesa, coronandone la facciata con
una splendida Croce greca in ferro. Nel 1313
venne promulgato l’Editto di Costantino e
concessa libertà di culto: gli esuli
poterono così ritornare nella loro terra
d’origine e abbandonare la sede di Polsi. A
questo punto, la storia e la leggenda circa
le origini del Santuario si mescolano: si
dice, infatti, che nel 1144 un pastore si
sia spinto all’interno delle vallate
aspromontane, alla ricerca di un giovenco
che si era disperso; la ricerca dell’animale
lo portò a individuare la Croce di Ferro
greca e l’antica sede cristiana;
nell’istante in cui il pastore giunse nel
luogo sacro, gli apparve l’immagine della
Vergine Madre: ella si rivolse all’uomo
indicandogli il punto dove desiderava fosse
eretta la Chiesa. L’attuale impianto del
Santuario risale alla prima metà dell’ VIII
secolo. Complessivamente, tuttavia, lo stile
può definirsi barocco. La festa della
Madonna di Polsi si celebra nei primi giorni
di settembre: il celebre scrittore
calabrese, Corrado Alvaro, ne lascia una
interessante descrizione nella monografia
"Calabria" (Firenze, 1931).
San Lorenzo
Santuario
Madonna della Cappella
Il piccolo centro di San Lorenzo è
situato tra le fiumare di Melito e dell'Amendolea,
le sue origini sono dovute all'insediamento
di monaci basiliani. A Chorio di San Lorenzo
nacque il Beato Padre Catanoso. In località
S. Pantaleone, sui resti di un antico
monastero basiliano, nel 1807 è stata
costruita la piccola chiesa della Madonna
della Cappella oggi Santuario.
Il Santuario della Madonna della Cappella
custodisce l'icona bizantina della omonima
Madonna, che l'ultima domenica di luglio
viene portata in processione nella chiesa di
Santa Maria di Nives di S. Lorenzo. Il 12
agosto si svolge la processione con la quale
l'icona ritorna nel Santuario, dove i
festeggiamenti continuano sino a ferragosto,
quando si concludono con un processione per
le frazioni di San Lorenzo ed i
festeggiamenti civili.
San Procopio
Santuario Maria Addolorata
Seminara
Santuario Madonna dei Poveri

L'iniziale struttura venne
distrutta dal terremoto del 1908;
successivamente venne ricostruita ed oggi
ospita una delle tre statue presenti in
Italia (le altre due sono a Tindari e ad
Oropa). La statua, la più antica statua
lignea della Calabria, è in legno di cedro,
dipinta interamente di nero e rivestita da
uno strato di oro zecchino con un insieme di
elementi architettonici che richiamano
l'arte arabo-bizantina. Si è ipotizzato che
la statua sia stata trasportata dai monaci
basiliani in fuga dall'Oriente. Secondo la
tradizione, quando la Statua venne trovata
tra le rovine della Chiesa di S. Fantino a
Taureana, nessuno riuscì a sollevarla, se
non un gruppo formato dai più poveri. Da
allora viene acclamata come Madonna dei
Poveri. Alla Madonna dei Poveri vengono
attribuiti numerosi miracoli e ogni anno, in
occasione della festa (13 -14-15 agosto) a
Seminara convergono i fedeli provenienti da
tutto il meridione d'Italia.
Sinopoli
Santuario
Santa Maria di tutte le Grazie
Il Santuario di S. Maria delle
Grazie sorge a Sinopoli Superiore. Esso
custodisce la reliquia del capello della
Madonna, donato – secondo la tradizione – al
paese dal Conte Ruggero. Nel Santuario è
conservata la tela, di fattura orientale,
raffigurante la Madonna delle Grazie e
risalente al 1136. L’8 settembre di ogni
anno questo quadro viene portato in
processione; la festa della Madonna delle
Grazie è molto suggestiva poiché durante
essa si svolge la “Dera”, una folcloristica
fiaccolata con rami d’ulivo.
Staiti
Santuario Maria Santissima dei Tridetti

Il Santuario di Santa Maria dei
Tridetti risale al periodo normanno – 11° e
12 secolo. Esso sorge in una posizione
suggestiva ed ha un’architettura atipica
rispetto agli altri santuari esistenti in
Calabria. Più specificatamente, si tratta di
una basilica a tre navate divisa da
pilastri. Presenta tre absidi semicircolari
e, nella cuspide della facciata, un
campanile a vela. Oasi religiosa per
numerosi eremiti, il Santuario testimonia il
controverso passato di questa terra.
Tresilico
Santuario
Nostra Signora Regina delle Grazie
La Chiesa Parrocchiale di Tresilico
(S. Caterina V.M. e S. Leone Magno) è stata
elevata a Santuario Mariano, in onore della
Vergine Santissima
delle Grazie, (a fianco raffigurata in una
immagine durante il restauro) nel 1958,
proclamata dal Vescovo di allora S.E. Mons.
Raspini, il 2 luglio dopo aver officiato il
Pontificale. Nell'occasione furono letti la
Bolla Vescovile ed il Decreto della Sacra
Penitenzeria Apostolica. Il giorno prima, lo
stesso Vescovo consacrò il nuovo altare di
marmo, la cui parte inferiore risultava
opera del XVI secolo e la rimanente era,
invece, dovuta all'architetto Santelia
(eseguì l'opera il tresilicese Fortunato
Schimizzi). Le relative celebrazioni però
ebbero inizio già dal 22 di giugno e
proseguirono il 29 dello stesso mese col
solenne ingresso in chiesa del simulacro
della Madonna. La statua, ch'era stata
collocata provvisoriamente in casa di
Francesco Carbone, venne riaccompagnata nel
consacrando santuario da una gran folla
osannante e con una imponente fiaccolata.
Grande merito per ciò viene doverosamente
attribuito al Parroco del tempo D. Raffaele
Petullà, ch'ebbe sempre a cuore - come del
resto tutti i Parroci di Tresilico - la
locale tradizione mariana e la rinascita del
piccolo Tresilico. Da tale data si
susseguono nel Santuario tresilicese,
soprattutto nei giorni di festa in onore
della Madonna delle Grazie 1 e 2 Luglio di
ogni anno, gli arrivi di numerosi pellegrini
organizzati, talvolta addirittura a piedi,
nell'ambito della Diocesi ed anche al di
fuori di essa.
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