Santuari e
chiese
» Provincia di
Crotone
ArciDiocesi
Crotone-Santa Severina
Vescovo Sua E. Rev.ma MONS.
DOMENICO GRAZIANI
Sede Piazza Duomo, 19 -
Crotone
Tel. 0962/29470
Crotone
Santuario
Santa Maria Capocolonna
La tradizione di questo Santuario vuole che
l'immagine della Vergine sia stata portata a
Crotone da S. Dionigi Aeropagita, primo
Vescovo di
Crotone, e che sia stata dipinta da S. Luca.
La sacra l'immagine su tela è probabilmente
opera bizantina, nel corso dei secoli ha
subito vari restauri ad opera di artisti
diversi.
La tradizione narra che, nel 1519, i turchi
assediarono la città di Crotone mettendo a
ferro e fuoco tutto. Nella loro opera di
distruzione, essi non risparmiarono gli
edifici sacri: distrussero tutto ma, quando
provarono ad incendiare la tela della
Vergine non vi riuscirono. Intimoriti
dall’accaduto, i turchi buttarono il quadro
in mare; ma presto, questo riapprodò
dolcemente a riva dove venne trovato e
portato in salvo da un pescatore. Da allora
la sacra icona è conservata presso la
cappella ottocentesca del Santuario di Santa
Maria di Capocolonna e onorata con una
grande festa che si tiene la terza domenica
di maggio. L’opera su tela è certamente di
stile bizantino.
Nel V secolo a.C., dove oggi sorge il
Santuario, emergeva un tempio pagano - in
stile dorico- dedicato alla Dea Hera
Lacinia, che conteneva immensi tesori tra
cui la Veste di Alcistene.
Sul promontorio Lacinio ora sorge la chiesa
dedicata alla Madonna di Capo Colonna: al
culto pagano di Hera, la dea più importante
dell'Olimpo, si è sostituito il culto
cristiano della Madonna regina dei cieli.
Le chiese di
Crotone
S.Antonio
V.Acquabona |
Basilica-Cattedrale (Assunta)
P.za Duomo |
Ss.Immacolata
p.za Immacola |
Chiesa-Monastero S.Chiara
Centro storico
|
San GiuseppeSanta Maria del Carmine
e il Lazzaretto |
Belvedere
Spinello
Santuario
Madonna della Scala
Il Santuario della Madonna della
Scala prende il nome dalla scultura in
pietra della Vergine, con il bambino Gesù
sul braccio destro - conservata al suo
interno - dietro la quale vi è dipinta una
scala che conduce ad una piccola porta su
cui appare la scritta “Questa è la scala che
ti condurrà a Me”. L’impianto religioso,
noto anche come “Santuario di Maria
Santissima della Pietà”, risale al Seicento;
esso presenta un nicchia tratta dal tronco
di gelso dalla quale si vuole la Vergine sia
apparsa, secoli or sono, ai contadini. Fino
a qualche anno fa, dal tronco di gelso – ora
murato – germogliavano splendidi rami che
venivano raccolti e conservati dai
pellegrini in segno di devozione.
Cirò Marina
Santuario Madonna d'Itria

La tradizione vuole che il
santuario sia stato fondato ai tempi di
Costantino, in seguito ad un evento
miracoloso.
Una fanciulla andò a raccogliere la legna su
un colle e le apparve un vecchio che, dopo
averla rassicurata, le disse di riferire
alla madre e al sacerdote don Martino di
recarsi sulla spiaggia, in un luogo chiamato
la "fossa del lupo", perché lì avrebbero
trovato una cassa nella quale era chiusa una
bombola con dentro l'immagine della Madonna,
di prenderla e portarla su quel colle dove
avrebbero dovuto edificare un tempio in Suo
onore.
La giovanetta non riferì nulla a sua madre e
il giorno seguente si ripeté la medesima
scena. Tornata a casa fu colta da apoplessia
e, riavutasi a stento, raccontò tutto alla
madre, la quale recatasi con don Martino sul
luogo loro indicato rinvennero questa cassa
che galleggiava sulle onde. Il sacerdote
entrò nel bosco per cercare un bastone e
tirare a riva la cassa e venne aiutato da
due eremiti che scomparvero dopo aver
accompagnato il sacerdote e la donna sul
colle.
Le chiese di Ciro' Marina
|
S.Antonio
da Padova
Via Gozzano |
S.Cataldo
Vescovo
Via Diaz |
S.Maria De Plateis
Via Astorini V |
S.Menna Martire
P.zza S.Menna Ciro' |
S.Nicodemo Abate
Via Catanzaro |
Crucoli
Santuario Maria Santissima di Manipuglia

Secondo la tradizione, la fondazione della
Chiesa di Manipuglia si deve far risalire ad
un miracolo che portò alla guarigione, da
parte della Vergine, di una giovane donna
inferma originaria di Valleverde. Questa
ragazza, per raggiungere Crucoli, si era
persa nel fitto bosco di Manipuglia e, per
ristorarsi, si era appisolata sotto il verde
degli alberi. Mentre dormiva, sognò
l’immagine della Vergine: svegliatasi, la
giovane si accorse di non essere più inferma
e notò che il bastone, che ella usava per
camminare, si era trasformato in una
splendida pianta d’ulivo verdeggiante.
Velocemente, riprese il cammino e giunse a
Crucoli: qui narrò dell’accaduto e della
grazia ricevuta e, in cambio, si diede da
fare affinché fosse realizzata una Chiesa
nel bosco, in onore della Vergine. L’antica
chiesa di Manipuglia venne edificata nel
Trecento: la Madonna accorse nuovamente e
più volte in soccorso ai crucolesi,
salvandoli da numerose calamità naturali.
Con il passare dei secoli, il fabbricato si
logorò; pietose erano le condizioni della
chiesa nei primi del Novecento, tanto che,
al termine dei conflitti mondiali, nel 1943,
il parroco don Mario Ferraro decise di dare
inizio ad una serie di lavori di restauro e
rinnovo. Tra le opere realizzate nel
Novecento, segnaliamo la bellissima vetrata
a raggiera del pittore triestino prof.
Luciano Batoli, realizzata nel 1962. La
festa della Madonna di Manipuglia si celebra
la terza domenica di maggio.
Isola Capo Rizzuto
Santuario
Madonna Greca
Il primo Santuario dedicato alla Madonna
Greca risale all’anno Mille: è in
quell’epoca che dobbiamo rintracciare
l’inizio del culto della sacra immagine
della Vergine, raffigurata, su una tela
bizantina di grande interesse, mentre tiene
in braccio il Bambino. Il Santuario che oggi
vediamo, invece, è di chiara origine
Rinascimentale. Il portale, del Seicento, si
apre su un’elegante fiancata barocca; il
campanile è del Cinquecento. L’interno è a
tre navate.
La festa della Madonna Greca si celebra il 5
agosto di ogni anno: secondo la tradizione,
infatti, tantissimi secoli or sono, fu in
quel giorno che un pescatore trovò – presso
l’insenatura di Isola Capo Rizzato -
l’effigie della Beata Vergine proveniente
dall’Oriente. Sempre secondo la tradizione,
inoltre, nello stesso giorno dell’anno 1100,
il primo vescovo dell’isola portò in
pellegrinaggio la popolazione proprio in
quel luogo, per chiedere alla Vergine la
salvezza dalla siccità: il miracolo fu
compiuto e da allora, ogni anno, gli
abitanti di Isola ringraziano la Madonna
Greca con suggestivi festeggiamenti sul
mare.
Nel 1991 è stata posta la prima pietra per
la costruzione del nuovo santuario dedicato
alla Madonna Greca, costruito a Capo Rizzato
in circa 6-7 anni.
Le chiese di
Isola capo Rizzuto
Visitazione della Beata
Vergine Maria
Via Pizzicarolo, Le
Castella |
San
Giovanni Battista
Contrada Marinella |
Assunta o Ad Nives
P.zza Duomo |
S.Anna
C.da S.Anna |
Petronà
Santuario Maria Santissima di Costantinopoli
La primitiva chiesa con l'unito
romitorio per il custode, sorse nella
seconda metà del '700, forse da opera di un
devoto mandriano, visto che il rifugio
faceva comodo ai pastori che in primavera
transumavano le mandrie dalle marine del
Marchesato verso le boscose montagne della
Sila.
In questo luogo all'inizio sorse soltanto
una nicchia o "cona" con l'immagine della
Madonna di Porto detta anche di
Costantinopoli, che si venera a Gimigliano.
La piccola chiesa subì nel tempo delle
trasformazioni: nel 1813 fu rialzata e
allungata; nel 1939 fu sopraelevata di un
metro e fu ricostruito il campanile; nel
1954 fu decorato l'altare e rifatto il
pavimento.
La pietà popolare afferma che la statua
della Madonna sia stata scolpita a Serra S.
Bruno da un artista ignoto, che oltre alla
statua di Petronà, ne scolpì un'altra per
Rocca Bernarda. Entrambe le statue
risultarono di bella fattura, ma una di esse
sembrò più espressiva e l'esecuzione più
accurata. I sindaci dei due paesi
cominciarono a contendersi la più bella.
L'artista, saputo che per lungo tratto le
due statue avrebbero fatto la stessa strada,
propose loro una soluzione: i carri trainati
dai buoi, che avrebbero dovuto trasportare
le due effigi, dovevano essere lasciati
senza guida qualche metro prima del bivio
che conduceva ai due paesi, lasciando la
scelta alla Madonna.
Così fu fatto e la statua più bella prese la
via per Petronà, dove fu collocata nella
Chiesa Matrice. Da qui, durante la fiera di
Pentecoste, era portata in processione fino
alla chiesetta della "Cona" e poi riportata
alla Matrice. Dopo la solenne processione,
mentre si discendeva al paese, la statua si
rese pesantissima, tanto che trenta giovani
non riuscirono a farla avanzare di un passo:
si comprese allora che la Madonna voleva
restare nella sua chiesetta
Rocca di Neto
Santuario
Madonna delle Setteporte
Costruita nel 1662, la Chiesa di
Setteporte rappresenta uno dei luoghi sacri
più cari alla tradizione popolare. La
Madonna di Setteporte viene venerata
unicamente a Rocca di Neto. Il dipinto che
la raffigura risale alla seconda metà del
1400, e porta la data di restauro del 1809.
La tela nel suo insieme rispecchia molto lo
stile cinque o seicentesco. I festosi
movimenti degli angeli fanno ricordare gli
angeli raffigurati nell’Immacolata del
Murillo, mentre la dolcezza della Vergine
ricorda la soavità e profili del Dolci. Le
fattezze del dipinto ed il periodo storico
in cui è stato concepito, ci fanno risalire
a quella schiera di pittori anonimi
appartenenti alla Rinascenza. Questo quadro,
sebbene non possa essere definito una tela
capolavoro, riesce ad attrarre l’occhio
dell’osservatore grazie al dolce volto della
Madonna ed alla spigliata naturalezza degli
angeli, che nell’insieme danno al quadro una
bellezza non comune. Facendo risalire il
quadro alla seconda metà del 1400, il
dipinto è da collocarsi nella “celletta
dell’eremita” che costituiva una parte della
chiesa costruita nel 1662. Oggi di questa
celletta non rimangono tracce, mentre il
santuario a causa di terremoti ed altri
eventi naturali è stato più volte
ristrutturato, tanto da perdere alcune delle
caratteristiche basilari che lo
caratterizzavano come l’antico tetto
sostenuto da travi di legno o le strisce di
lesene che caratterizzavano la facciata
principale e di cui oggi non è visibile
nessuna traccia. Nel 1902 l’Arciprete
Mancini commissionò la statua della Madonna
di Setteporte. La statua è una scultura
moderna in legno, eseguita ad imitazione del
quadro dallo scultore Gennaro Cerrone di
Napoli che la consegnò ai rocchitani
personalmente.
“Sette porte” sta ad indicare le sette
grazie che la Madonna concesse alla
popolazione, implorante perché abbattuta
dall’esasperazione e dalle angustie della
vita.
In quel lontano 1460 nel feudo di Rocca di
Neto regnava l’affanno e la disperazione a
causa della feroce rappresaglia scatenata
dal principe di Rossano Marino di Marzano,
che si era visto togliere il feudo di Rocca
di Neto. I sette privilegi di carattere
politico-economico furono concessi da
Ferdinando d’Aragona ma attribuiti dalla
credenza popolare alla Madonna di
Setteporte. Nel 1844 la Chiesa di Setteporte
fu testimone di un grande avvenimento
storico, i fratelli Attilio ed Emilio
Bandiera provenienti da Corfù, sbarcarono
presso la foce del Neto e nel dirigersi
verso la Sila passarono davanti al nostro
Santuario.
Le chiese di Santa Severina
Santa Maria Maggiore
P.zza V.Emanuele |
San Mauro Marchesato
Santuario Madonna del Soccorso
Alle
porte di San Mauro Marchesato, all’incrocio
della strada per il centro cittadino con la
statale 109 per Santa Severina e San
Giovanni in Fiore, sorge il Santuario detto
della Vergine del Soccorso. Si tramanda che
al posto dell’attuale sacro sito crescesse
un foltissimo roveto dove sarebbe stato
trovato un quadro della Madonna e portato in
paese nella chiesa parrocchiale(di cui
diremo più avanti) e da qui sparisse e a più
riprese venisse ritrovato nel primario luogo
del rinvenimento. Da ciò ne discese che la
Madonna volesse eretta una chiesa nel punto
preciso dove ora è venerata. La zona
circostante il Santuario è denominata "le
forche" ed ha sempre suscitato paure ed
ansie fra la gente e la tradizione ci dice
che durante le tante guerre vi si
nascondevano soldati e orde turche ed il
titolo dato alla Vergine fa pensare al
soccorso dato alla popolazione. Il Santuario
fu costruito in data molto remota e comunque
nel 1745 fu ricostruito a seguito di un
terremoto, come si ricava dalla scritta sul
portale.
Di notevole interesse artistico è la cupola
della chiesetta poggiante su pianta quadrata
con tamburo rotondo, ricoperta di tessere
ovoidali variopinte alla maniera mosaicale.
Sull’altare centrale policromo e sostenuto
da due colonne, appare il quadro della
Vergine del Soccorso, probabilmente del ‘700
e protetto da una cornice vitrea offerta nel
1949 dai dipendenti delle Ferrovie Calabro
Lucane, probabilmente per un licenziamento
in massa miracolosamente scongiurato. La
sacra icona è festeggiata solennemente la
prima domenica di giugno con grande concorso
di fedeli dei paesi limitrofi.
Scandale
Santuario
Madonna di Condoleo
Le origini della devozione alla
Madonna del Condoleo (che significa”dolore
con partecipazione”) non sono storicamente
dimostrabili. Il Santuario del Condoleo pare
sia stato in un primo tempo ubicato in un
fondo denominato "Stella", appartenente allo
stesso Santuario, con attiguo un Monastero
di Monaci forse basiliani, i cui ruderi sono
ancora visibili.
In un secondo tempo l'immagine sacra fu
trasferita nella chiesa dell'Annunziata,
attigua al locale cimitero.
Nel 1900, grazie ai contributi di cittadini
di Scandale emigrati a Utica , in America,
venne edificato l'attuale Santuario. Le
fondamenta però, risultarono errate per cui
fu dichiarato inagibile e solo cinquant'anni
dopo con la mediazione di Mons. Pietro
Raimondi, amministratore apostolico, gli
italiani d'America inviarono le somme
necessarie per i restauri delle fondamenta e
del solaio, per cui il Santuario di
Condoleo, ritornò agli antichi splendori. La
sacra Immagine rubata nel 1960 e ritrovata
dopo alcuni anni dai Carabinieri, si venera
nell'adiacente "Villa Condoleo", una
struttura ben organizzata che dal dopoguerra
ha accolto e accoglie creature inermi e
abbandonate.
Il 26 luglio 1987, per riparare all'atto
sacrilego del furto delle corone avvenuto
nel 1967, in occasione della ricorrenza
della festa annuale il Vescovo G. Agostino
impose la nuova corona d'oro che il
parroco-rettore, don Renato Cosentini, era
riuscito a far preparare dall'orafo
crotonese Gerardo Sacco, con il contributo
della locale banca e del popolo.
La solenne festa si celebra tra l'ultima
domenica di luglio e la prima domenica di
agosto
|