Santuari e
chiese
» Provincia di
Cosenza
Arcidiocesi
Cosenza-Bisignano
Arcivescovo S.E. Mons.
Salvatore Nunnari
Curia Piazza G.
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-Scalea
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Cosenza
Santuario
Maria Santissima del Pilero
Nell'Anno Santo 1575, una forte
epidemia di peste afflisse Trento, la Valle
dell'Adige, e le città di Verona e di
Venezia. Tale flagello rapidamente si
diffuse in tutta Italia, fino ad arrivare in
Sicilia e in Calabria, raggiungendo la città
di Cosenza nel 1576. La nascita del culto
della Madonna del Pilerio si può far
risalire proprio a quell’epoca, più
precisamente al 1577, anno in cui alla sacra
icona vennero formalmente riconosciute
proprietà miracolose. Infatti, si narra che,
mentre il morbo pestilenziale infuriava in
Calabria e nel cosentino, un devoto soleva
pregare dinnanzi all'icona della Beata
Vergine Maria, conservata nella Cattedrale
di Cosenza; alla Vergine, il buon uomo
chiedeva che la città fosse salvata dalla
peste; improvvisamente, sollevati gli occhi
verso la sacra icona, il fedele si accorse
che sul volto della Madre era comparso un
bubbone, simile agli orrendi segni lasciati
dalla peste. Infervorato da un tale
prodigio, l’uomo corse ad avvertire il
Vicario Generale dell'Archidiocesi. Questi,
alcuni esponenti del clero e un numeroso
seguito popolare, accorsero per verificare
l'accaduto. Nello stesso giorno,
miracolosamente, il morbo cominciò a
regredire nella città: nessuno degli
ammalati morì e la malattia sparì
lentamente. La Beata Vergine aveva voluto
attrarre su di Sé il rovinoso flagello,
esonerandone i devoti. La notizia
dell’accaduto si diffuse nei paesi vicini,
da cui accorse un continuo e ininterrotto
flusso di pellegrini. Nel 1603,
l'Arcivescovo mons. Giovan Battista Costanzo
fece collocare la sacra icona della Madonna
su di un pilastro del Duomo, quindi venne
posta sull'altare maggiore fino a quando non
venne predisposta la costruzione di un
altare in suo onore, realizzato nel 1607. La
Madonna del Pilerio intervenne a favore
della città di Cosenza anche in occasione
dei numerosi terremoti che si abbatterono
sul territorio calabrese nel corso dei
secoli. In diverse occasioni la città di
Cosenza, se pur colpita, lamentò pochissime
vittime rispetto ai paesi del circondario.
Durante il terribile terremoto del 1783, in
particolare, sul dipinto si aprirono delle
fessure – non riconducibili a cause naturali
- che ricoprirono il volto e il petto della
Vergine. Nel 19° secolo i fedeli dedicarono
alla Madonna una festa, da celebrarsi il 12
febbraio. Nei primi del Novecento, la Santa
Sede confermò alla Madonna del Pilerio il
titolo di patrona della città.
Le chiese di Cosenza
S. Maria Assunta
(Cattedrale)
Corso Telesio
|
S. Francesco D'Assisi
P.zza Berardi
|
S. Gaetano
P.zza Ortale, 13
|
S. Maria della Sanità
Via Portapiana |
S. Francesco Nuovo
Via Popilia
|
S. Maria della Sanità
Via Portapiana
|
S. Nicola
P.zza San Nicola |
S. Michele Arcangelo
Via Ex-Provinciale
(Donnici) |
S. Aniello
Via Panebianco |
S. Lucia Vergine e Martire
Via S. Lucia (S. Ippolito)
|
Cristo Re
Via Popilia |
S. Maria madre della Chiesa
Viale Cosmai
|
S. Teresa del Bambino Gesù
P.zza S. Teresa
|
Sacro Cuore di Gesù
P.zza Loreto
|
S. Giuseppe
Via Serra Spiga |
S. Vito
C/da San Vito
|
Acquaformosa
Santuario
di S. Maria del Monte risalente,
probabilmente, al IX-X secolo come luogo di
ritiro dei Cistercensi.
Sito a 1430 metri di altezza, a circa 7 km
da Acquaformosa, sorge su un pianoro del
monte Cozzo di Lepre. Rappresenta un esempio
di edilizia religiosa rurale, costituito da
una costruzione a due piani comprendente la
cappella.
Il pregevole bassorilievo, ricavato da due
lastre di pietra tufacea che rappresenta la
Madonna che allatta, si trova all'interno
dell'unica navata di cui e' composto il
santuario. La tradizione vuole che, la
scultura sia stata ritrovata in una grotta
poco distante dal Santuario al tempo
dell'imperatore d'Oriente Leone III Isaurico
noto per la lotta al culto delle sacre
immagini
La facciata del santuario è
caratterizzata da un portico d'ingresso e
dalla cella campanaria.
Acri
Santuario di Santa Maria Maggiore
La chiesa di Santa Maria Maggiore,
eretta sui ruderi di un edificio romanico,
come si vede oggi, è frutto degli interventi
effettuati nel corso del sec. XVIII. Vi si
accede da un'ampia scalinata. All'interno
mantiene ancora resti dell'abside originaria
con la scritta VI ANN. DVI - M.S. XX - XII.
Nella navata sinistra, nicchie lignee con
statue (Assunta, Cuore di Maria, Sacro Cuore
di Gesù). Sull'altare maggiore, Assunzione
di Maria Vergine, tela di anonimo pittore
del sec. XVIII. Sulla navata destra,
crocifisso ligneo del '300; bel tabernacolo
di legno; nicchia lignea con statua di San
Pietro.
Le chiese di Acri sono:
S. Domenico
P.zza Principe di Piemonte |
S. Maria Maggiore
Via Padia |
S.S. Addolorata
P.zza Beato Angelo |
S.S. Annunziata
P.zza Sprovieri |
S.S. Salvatore
Via Catena (Duglia) |
S. Giacomo Apostolo
Via Chiesa (S. Giacomo
d'Acri) |
S. Giorgio Martire
C/da Serricelle |
|
Le chiese di Bisignano:
S. Croce
Via santa Croce |
S. Maria Assunta
Via Duomo |
S. Tommaso Apostolo
C/da Succiommo |
Bocchigliero
Santuario
Madonna de Jesu
La Chiesa della Riforma (o Santuario della
Madonna da Jesu),conosciuta come Madonna
delle nevi, è situata in posizione
panoramica, a circa 1000 metri di altitudine
e risale al 1700. La sua costruzione è
legata ad un’affascinante storia di
tradizione e fede. La tradizione narra
infatti che ad una pia vegliarda, Suora
Ortenzia Caligiuri, la Madonna comparve
ripetutamente in sogno, incitandola ad
indurre la popolazione a recarsi nel Bosco
Basilicò ed a frugare tra i ruderi e le
macerie della vecchia chiesetta, perché là
avrebbero ritrovato la sua immagine che essa
voleva venisse trasportata in paese e
venerata nel luogo che avrebbe designato.
Suor Ortenzia indusse il suo confessore Don
Domenico Marino a recarsi processionalmente
a Basilicò. Durante le operazioni di
ritrovamento fu inavvertitamente spezzato il
dito mignolo della vergine che cominciò a
sanguinare. L'immagine fu portata nella
chiesa di San Francesco, ma una mattina di
agosto, in piena stagione estiva, l'immagine
fu rinvenuta in una zona miracolosamente
innevata e li si decise di edificare il
Santuario in suo onore.
Ancora oggi, conservata sopra l'altare, è
visibile la piccola mutilazione al dito
della Vergine.
Per necessità di culto e per appagare il
desiderio della cittadinanza si fece in
seguito scolpire nel legno una statua che,
se anche non molto bella e non proporzionata
artisticamente, porta sul viso una soave
espressione di maternità affettuosa. Tale
statua viene portata processionalmente in
giro per le vie del paese il 5 Agosto,
giorno di Santa Maria a Nives.
La chiesa è stata eretta a Santuario
diocesano il 19 dicembre 1954.
Carpanzano
Santuario Madonna delle Grazie
La chiesa dell’Annunziata, Santuario della
Madonna delle Grazie, venne edificata nel
Trecento ad opera dei Frati Conventuali,
dopo l'apertura dei tre conventi francescani
di Cirò e rimaneggiata nei secoli
successivi. Del Settecento è la Cappella
delle Grazie. All’edificio si accede tramite
un’ampia gradinata: nella facciata è
possibile mirare il portale della
costruzione originaria, di stile
gotico-durazzesco, e una porta con valve in
legno del Cinquecento. Vicino all’ingresso
si conserva una bella acquasantiera
marmorea, risalente al 1563. Nella cappella
della Madonna delle Grazie è inoltre
conservata la tela della Madonna col Bambino
dipinta nel secolo XVI.
Cassano allo Jonio
Santuario
Santa Maria della Catena
La devozione alla Vergine della Catena,
storicamente presente da diversi secoli, è
legata alla esistenza del noto Santuario,
che si innalza nelle immediate vicinanze di
Cassano. L'articolata e biancheggiante
costruzione sacra, luogo di preghiera e
raccoglimento, caposaldo solenne di fede
mariana non solo dei Cassanesi ma di molti
fedeli del circondario, sorge fuori del
recinto dell'abitato, verso Nord, a ridosso
di una verdeggiante collina, a sua volta
circondata da monti maestosi e silenti.
Il Santuario, che custodisce la statua
lignea della Madonna della Catena, opera di
De Lorenzo, si inserisce in un suggestivo
ambiente panoramico, tra le vegetazioni di
ulivi in basso e le macchie di castagni e
querce più in alto. Il Tempio mariano domina
e caratterizza il raccolto e pittoresco
paesaggio della valle, su cui emerge, come
presenza e richiamo alle spirituali mete
dell'anima.
Castrovillari
 
Il santuario della Madonna del
Castello venne edificato per
volere del Conte Ruggero. Tale scelta fu
conseguenza del ritrovamento, presso il
costone roccioso su cui lo stesso Conte
avrebbe voluto costruire il suo castello,
del dipinto di una dolce immagine della
Madonna – quasi certamente opera di un
monaco greco che viveva nelle grotte di cui
la zona collinare è ricca. La Madonna fu
vera benefattrice del luogo e dei fedeli che
vi si recarono – tra cui Carlo V e Pio IV.
La chiesa subì varie trasformazioni specie
nel 1700. Oggi, nella facciata è possibile
mirare un portico con tracce di affreschi
del secolo XV e due portali romanici. Sul
fianco destro si trova un portale con un
bassorilievo di marmo, che rappresenta la
Madonna col Bambino. All'interno vi sono
opere marmoree ed intagli lignei pregevoli e
tele di Pietro Negroni del 1560.
Cerchiara Calabra
Il
Santuario della Madonna delle Armi risulta
di un complesso di edifici allineati contro
la massiccia parete della montagna :
all'estrema destra c'è la chiesa , la quale
penetra per diversi metri nel vivo della
roccia.
Accedendo al Santuario , si passa tra due
edifici :a sinistra il palazzo del Duca ,con
ampie sale che ospitano le personalità che
intervengono alle feste annuali ; a destra
l'antico ospizio dei pellegrini , ora
adibito ad abitazione del custode.
L'immagine di S.Maria delle Armi , che si
venera nel Santuario , appartiene al tipo
siriano della Immacolata essa è ritratta su
pietra a forma ovoidale e tondeggiante nella
parte posteriore.
Dal 1750 , è esposta in un reliquiario di
argento di fattura napoletana e ordinata dal
Principe Michele Pignatelli. La data del 25
aprile 1846 è stata ancora un altro giorno
prodigioso per la pietà dei fedeli di
Cerchiara, che a Lei avevano pensato di fare
ricorso per avere salvo il raccolto dalla
grave siccità di quell'arsa primavera.
Si organizzò una processione di fiducia e di
speranza al Santuario, e la pioggia venne,
il raccolto fu salvo ed un patto votivo fu
stipulato per testimoniare l'avvenimento a
tutte le generazioni: Celebrare in
ricordo la festa votiva del 25 aprile detta
ancora "dei vinticinche ", a distinzione da
quella di Pentecoste.
Cetraro
Santuario Santa Maria Monte Serra
Lago
Santuario
Santa Maria delle Grazie
Il Santuario della Madonna delle Grazie è
legato alla particolare esperienza mariana
del popolo di Lago. Non c'è stata nessuna
apparizione, miracoli se ne raccontano
moltissimi da parte del popolo, ma non
troppi strepitosi. Il vero miracolo è che il
popolo è attratto dalla Madonna delle
Grazie. I laghitani che sono partiti
all'estero in cerca di lavoro,sparsi nel
mondo,si sentono ancora uniti al paese
natale e tra di loro per la Madonna delle
Grazie. La chiesa di Santa Maria delle
Grazie, oggi Santuario Mariano, ha avuto una
storia difficile. La primitiva chiesa
sorgeva in valle Roppi. In seguito a
smottamenti e terremoti, la chiesa venne
ricostruita nel rione di Laghitello e poi
ultimamente a Margi. La casa della Madonna
ha seguito le vicende del suo popolo. L' 8
settembre 1982, a conclusione dell'Anno
Mariano, l'Arcivescovo di Cosenza-Bisignano
Dino Trabalzini, su richiesta del Parroco
pro tempore Don Federico Faraca e del
Comitato, ha elevato a Santuario Mariano la
Chiesa di Margi, ponendo in tal modo
l'approvazione della Chiesa all'esperienza
mariana della gente di Lago. E'
un'esperienza spirituale di un intero
popolo, che nella sofferenza e nel peccato,
ha mantenuto la fede in Gesù Cristo per
mezzo di Maria. La settimana della novena (
29 Agosto - 8 Settembre ) è come una seconda
settimana santa. La gente partecipa assidua,
ascolta con attenzione sorprendente la
parola di Dio,si confessa, si comunica, fa
buoni propositi. La devozione mariana dei
laghitani è un cammino spirituale che può
essere molto utile per tanti cristiani.
Laino Borgo
Santuario Madonna dello Spasimo
A circa due chilometri di distanza dal
centro abitato di Laino Borgo si erge un
suggestivo Santuario dedicato alla Madonna
dello Spasimo o delle Cappelle, che in
occasione del grande Giubileo del 2000 è
stato annoverato fra i Santuari calabresi in
cui è possibile acquistare l'indulgenza. Il
Santuario, costruito per volontà del
pellegrino lainese Domenico Longo, che si
suppone abbia visto in sogno realizzati nel
suo fondo i Luoghi Santi di Gerusalemme, è
costituito dalla Chiesa e da 15 cappelline.
Queste, di dimensioni tanto ridotte da
permettere l'ingresso di una sola persona,
riproducono al loro interno vari momenti
delle vita di Cristo, dalla nascita alla
morte. Cinque di esse sono state costruite
nel 1557 al ritorno dal viaggio di Domenico
Longo in Terra Santa, da dove riportò i
disegni per riprodurre fedelmente la
Cappella fatta edificare da Sant'Elena,
madre dell'imperatore Costantino; nel 1595 e
1598 ne sono state aggiunte altre due,
mentre le rimanenti otto sono state
edificate nel corso del XIX sec. dai
presbiteri succeduti nella parrocchia.
La statua della Madonna dello Spasimo, a cui
è dedicato il santuario, rappresenta la
Vergine Addolorata con il cuore trafitto da
sette spade, tanti quanti sono i suoi
dolori. Nel maggio del 1991 alla presenza di
gran parte della popolazione lainese e di
numerosi fedeli, la Statua della Vergine
Addolorata delle Cappelle è stata
incoronata, in Vaticano, nella Sala Nervi,
da Sua Santità Giovanni Paolo II diventando
così la "SS. Vergine Incoronata delle
Cappelle".
Le chiese di Lattarico
S. Nicola di Bari
Largo S. Nicola |
S.Giovanni battista
C/da Regina
|
Laurignano
Santuario
Maria Santissima della Catena
Una tradizione orale, raccolta dallo
scrittore Vincenzo Padula, in un opuscolo
pubblicato nel 1890, fa risalire l'origine
del culto di Maria SS. della Catena ad un
miracolo, avvenuto nel 1301 in un boschetto
della periferia di Laurignano. Il cieco
Simone Adami, assopito presso una sorgente,
ode in sogno: "Lavati alla fonte e vedrai".
Si desta, si lava e vede. E' la Madonna a
parlargli. In seguito, nel vicino boschetto,
trova, tra le pareti di una chiesetta
semidiroccata, un'immagine della Madonna
rassomigliante a quella vista nel sogno. La
tradizione riporta altri fatti straordinari,
come la guarigione di un malato mentale,
Saverio Lentini; il restauro misterioso del
quadro della Madonna a Roma nello studio di
un artista, cui era stato affidato da P.
Arcangelo, monaco florense del monastero di
Mendicino. La storia delle origini si
conclude con le notizie riguardanti
l'eremita Fra' Cassiano, che portò notevole
sviluppo al culto della Madonna della
Catena. Costruisce la chiesetta di S. Maria
con l'eremitaggio annesso. Muore nel 1471
durante la peste. Prima della su morte,
prevedendo l'abbandono del romitorio, fa
murare il quadro della Madonna in una parete
della chiesa per preservarlo dal pericolo di
profanazioni.
Nell'immagine, scoperta da Adami, è
raffigurata una catena tra le mani della
Madonna. Il simbolo della catena al
santuario si è ulteriormente arricchito: la
catena che la Madonna stringe tra le mani è
vista non solo come simbolo di scioglimento
e di liberazione dal male (aspetto
negativo), ma anche in senso positivo, di
unione a Gesù.
Longobucco
Santuario Santa Maria Assunta

La Chiesa Matrice dell’Assunta, fu
costruita con ogni probabilità in epoca
normanna e rifatta in stile barocco nella
seconda metà del Settecento, dopo che un
terremoto, nel 1743, l’aveva quasi
completamente distrutta. Molto bella la
facciata, in pietra nera, con decorazioni in
parte barocche, in parte d’impronta
romanica, come un piccolo leone
accovacciato, noto tra i Longobucchesi come
il “mostriciattolo”.
Questa chiesa non è soltanto un luogo di
culto, ma un vero e proprio “scrigno”, piena
com’è di opere d’arte d’ogni genere.
L’interno è decorato in uno stile barocco
settecentesco assai delicato, con un
maestoso altare maggiore in marmi policromi.
La “Natività” e l’ “Adorazione dei Magi”,
collocate nel coro, una di fronte all’altra,
sono le opere più belle lasciate dal
Santanna a Longobucco. Pare che l’artista,
nel dipingere queste tele, abbia tenuto
presenti modelli umani longobucchesi.
Contiene due dipinti ad olio su tela di
Onofrio Ferro da Paludi, raffiguranti
rispettivamente l’Ultima Cena e
l’Addolorata.
Le chiese di Luzzi
S. Biagio Vescovo e Matire
Via Concezione |
Sacri Cuori
C/da Gidora
|
S. Maria Assunta
C/da Sambucina Via
Timparello |
Marina di Schiavonea
Santuario
Madonna di Schiavonea
Nel mese di agosto dell'anno 1648, tra il
personale della Torre del Cupo vi era una
sentinella a cavallo di nome Antonio Ruffo,
che assolveva il suo compito cavalcando
lungo la spiaggia e osservando il mare alla
ricerca di eventuali pericoli.
Nella notte del 23 agosto 1648, mentre
osservava il mare nelle vicinanze della
Chiesa di S. Leonardo e della Torre del
Cupo, gli apparve la Vergine Santissima . La
Vergine tranquillizzò l'attonito cavallaro e
dichiarò di essere la Madonna della
Schiavonea. Gli chiese poi di far dipingere
una sua effigie da venerare nella vicina
chiesetta di San Leonardo. Maria Santissima
ripeté per altre due volte la sua
apparizione, prima che si credesse alla
realtà delle visioni e che si provvedesse a
quanto da Lei richiesto. Fu dato incarico ad
un pittore di Corigliano, un certo
Scamardella, di dipingere un ritratto della
Vergine apparsa.
Il pittore iniziò il suo lavoro nella
chiesetta di S. Andrea, sotto la direzione
dello stesso Antonio Ruffo il quale gli
indicava i particolari della posizione della
Madonna, della foggia e dei colori
dell'abito. Inspiegabilmente e secondo
qualcuno anche improvvisamente si trovò il
viso della Vergine completato e con arte
veramente sublime, di cui certo il povero
Scamardella non era capace .
Fu autorizzata la traslazione del quadro
della chiesa di S. Pietro, vicino il
Castello, il 20 settembre, e poi la solenne
processione con la quale il 13 ottobre 1648
il quadro miracoloso fu trasportato alla
Chiesa di S. Leonardo tra una moltitudine di
fedeli accorsi anche dai paesi vicini, dove
si era sparsa la voce dei fatti prodigiosi
avvenuti in Corigliano .Con l'andar del
tempo e col diffondersi della devozione alla
Madonna di Schiavonea, la marina di
Corigliano, già chiamata Il Cupo, prese il
nome di Schiavonea.
Il 16 marzo 1949 viene posta la prima pietra
per la costruzione del Santuario di
Schiavonea, nel luogo dove prima sorgeva la
chiesa di San Leonardo.
Mendicino
Santuario Maria Santissima Assunta
Nel luogo su cui oggi sorge la chiesa, fino
al 1212 esisteva un istituto religioso
femminile di Monache Cistercensi: esso fu
abbandonato quando Federico II di Svevia
fece dono alle monache della Sinagoga in
Cosenza e delle case adiacenti. Il monastero
rimase, dunque, in disuso fino al 1890, anno
in cui il francescano Fra Raffaele
Filippelli, si prese cura della cappella
abbandonata e del terreno circostante,
iniziando la costruzione della chiesa
attuale. Nel 1910, terminati i lavori, fu
deciso che la statua in pietra della Madonna
– prelevata dalla vecchia chiesetta – doveva
essere sistemata sull’altare maggiore.
L'origine di questa statua è incerta:
probabilmente, intorno al 1200-1300, essa fu
trasportata da Gaudio Ghiozzo, con un mulo,
dal mare sino Santuario; da tale episodio,
l’appellativo che la scultura ha guadagnato
tra i fedeli di "Madre Celeste venuta dal
Mare". Essendo la vecchia statua in pietra
troppo pesante per essere portata in
processione, fu preparata una nuova statua
in legno. La nuova scultura in legno prese
il nome di Santa Maria dell'Assunta, in
quanto essa era stata condotta al Santuario
nel mese di agosto.
Montalto Uffugo
Santuario
Santa Maria della Serra
La chiesa di Santa Maria della Serra il cui
nome è dovuto probabilmente all’immagine,
ritenuta miracolosa, della Madonna della
Serra, è un'opera del XIV secolo, consacrata
nel 1227, ma interamente rifatta a partire
dalla fine del XVIII secolo. Il rifacimento
è dovuto a maestranze (scalpellini,
stuccatori ed ebanisti) di Rogliano, ove
risiedevano gli specialisti più quotati
della regione, primo tra tutti Nicola
Ricciullo, artefice principale dei lavori.
L’imponente facciata, in calcare scolpito di
Montalto, in barocchetto classico, è
preceduta da una vasta scalinata che si
conclude con uno spazio davanti ai tre
portali in pietra settecenteschi.
L’ultima trasformazione, su progetto
dell’arcè Domenico Miceli da Longobardi,
risale al 1854; le volte vennero rifatte a
stucchi da Pasquale Berlingieri.
All’interno, bella scultura lignea dedicata
alla Madonna della Serra, in stile
bizantineggiante scolpita, con ogni
probabilità, nel XII secolo. Si dice che nel
XIII secolo, fosse conservata nella chiesa
dell’Assunta che oggi non esiste più e che
si elevava nella vecchia piazza del paese.
Si racconta ancora che per tre volte la
statua scomparve per essere ritrovata sul
colle della Serra ove, per tal motivo, si
decise l’edificazione di una chiesa, fuori
dalle mura del paese, sul monte Serrone. La
statua della Madonna, assisa in un trono con
tre cuspidi, è scolpita a tutto tondo e a
figura intera, in un unico pezzo di cedro.
Morano Calabro
Santuario Santa Maria di Colloreto
A qualche chilometro dalla cittadina,
immerso in grandi boschi di elci e faggi, ai
piedi del massiccio del Pollino, sorgono i
ruderi del grande monastero del Colloreto:
costruito nel 1546 dal Beato Bernardo da
Rogliano, forse sui ruderi di un edificio
più antico. Gli Agostiniani di Collereto lo
arricchirono di preziosissime opere d'arte.
Il cenobio poté godere della protezione di
molti nobili del luogo tra cui la
principessa Erina Kastriota Skanderbeg,
moglie del feudatario Antonio Sanseverino.
La Congregazione degli Eremitani di
Colloreto, divenuta molto potente, fu
soppressa una prima volta nel 1751, per
finanziare la costruzione del Real Albergo
dei Poveri a Napoli; riaperto l'anno
seguente venne definitivamente chiuso nel
1809 con le leggi francesi. In seguito a
questi eventi le prestigiose opere d'arte
custodite nella chiesa dei Colloretani,
confluirono nelle chiese di Morano dove sono
rimaste e da quel momento il complesso
divenne una vera e propria cava di materiali
che lo ha ridotto nelle condizioni attuali
che permettono di riconoscere solo la chiesa
sul cui muro terminale si partono tre
nicchie, la bella torre campanaria rotonda e
le stalle.
Santuario Madonna del Riposo
Santuario Santa Maria del Pollino
Paola

Santuario di San Francesco di Paola
Il Santuario dedicato a San Francesco sorge
a Paola in un posto incantevole, in mezzo a
floridi campi che furono proprietà del
Santo, ai piedi di una montagna, di fronte
al mare.
Lungo la strada sono riprodotti, in
ceramica, i miracoli del Santo.
La cappella del santo, all’interno del
Santuario, corrisponde alla chiesetta che
egli stesso edificò per ospitare i primi
visitatori, attualmente chiamata “Cappella
delle Reliquie” perchè sono conservati al
suo interno molti oggetti appartenuti al
Santo. Tra le tante cose, si conserva un
dente molare che San Francesco lasciò alla
sorella Brigida prima di partire per la
Francia, un paio di sandali, il mantello col
quale attraversò lo stretto di Messina, un
cappuccio, le calze, la corona del Rosario,
ma soprattutto il busto d'argento che
rappresenta il Santo.
Successivamente, però, la cappella diventò
insufficiente a contenere i numerosi fedeli,
così la ampliò con una larga navata,
cambiando anche l'ingresso.
Da notare è la Lampada votiva che resta
accesa giorno e notte e che dal 1943 viene
alimentata da tre comuni della Calabria.
Appena fuori dal Santuario, sulla sinistra,
inizia il bellissimo percorso verso i luoghi
che hanno visto protagonista il Santo,
definito la Via dei Miracoli.
Numerose sono le prove visibili dei miracoli
avvenuti durante il suo operato a Paola.
Subito dietro il Santuario si trova la
fornace dove avvenne uno dei tanti miracoli
che San Francesco compì durante la
costruzione del convento di Paola.
Più avanti la bomba inesplosa del secondo
conflitto mondiale che cadde nel torrente
Isca e che San Francesco miracolosamente non
fece scoppiare.
Ancora più su, si trova il luogo
identificato come il Primo Romitorio, dove
il Santo dall'età di quattordici anni rimase
a vivere in solitudine per cinque anni,
prima che venisse scoperto da alcuni
cacciatori.
Il ponte del diavolo, che sovrasta il
torrente, chiamato così perchè si racconta
che lo stesso diavolo abbia voluto aiutare
il Santo nella costruzione dell'opera,
necessaria per attraversare il torrente. Si
narra che, in cambio del suo aiuto, il
diavolo avrebbe voluto l'anima del primo che
ci fosse passato sopra.
Con l'astuzia, San Francesco fece passare un
cane e invitò il diavolo a prendersi l'anima
dell'animale. Il diavolo, furioso per essere
stato ingannato, colpì violentemente il
muro, lasciandovi una sua impronta. Anche se
il fatto non è stato documentato durante il
Processo di santificazione, chiunque lo
attraversa, guarda con disgusto quella
ipotetica impronta.
L'antico Oratorio è invece il primo luogo
dove San Francesco incontrava la gente che
andava a trovarlo per ottenere miracoli o
per andare a sentirlo parlare o solo per
rendersi conto del modo particolare in cui
viveva.
Papasidero
Santuario Madonna di Costantinopoli

Il Santuario della Madonna di Costantinopoli
(XVII-XVIII sec.)è incastonato nelle gole
del Lao in un posto suggestivo,ai piedi di
un costone di roccia a strapiombo sul fiume.
Il santuario conserva un affresco , di rozza
fattura, databile al XIII secolo e raffigura
la madonna di Costantinopoli con ai lati un
vescovo genuflesso e San Michele Arcangelo
vestito di corazza che infilza satana
emergente dalle fiamme infernali. Queste
figure vennero alla luce nel corso dei
restauri del 1983 quando venne tolta la
cornice di legno che contornava il dipinto.
L'edificio originario di modeste dimensioni
fu ampliato quasi certamente dopo la peste
del 1656 e successivamente alla fine del
Settecento e all'inzio sell'Ottocento. La
costruzione è stata realizzata in pianta a
croce greca, a tre navate e tre campate.
L'edificio è raggiungibile attraverso un
ponte fatto costruire nel 1904 da Nicola
Dario sopra l'ossatura ancora visibile di
quello medievale, noto un tempo col nome di
"Rognosa", era in origine una modesta
costruzione di cui non può escludersi
l'ascendenza basiliana.
Il culto della Madonna di Costantinopoli
risale a tempi remoti quando i monaci
basiliani in seguito alle lotte iconoclaste
si rifugiarono anche in Calabria.L'inizio
elle festività risale al 1665 in quanto nel
1656 una terribile peste dilagò per tutta
l'Italia fino al 1665. Il 20 maggio di
quell'anno la popolazione di Papasidero,
decimata dalla malattia, si rivolse alla
Vergine per chiederne i favori e, con una
assemblea popolare la Madonna di
Costantinopoli fu riconosciuta patrona e
protettrice del paese.Da tempo immemorabile
la festa si celebra il martedì dopo la
Pentecoste. Durante la festa in segno di
devozione o per sciogliere un voto, è ancora
vivo tra le donne l'uso delle "cinte"
costituite da telai di legno a forma
cilindrica riempite di candele e ornate con
palle, nastri, fiori e fili argentati che le
donne portano in testa spesso a piedi nudi
Paterno Calabro
Santuario
San Francesco di Paola Paterno
Paterno e' il secondo Convento fondato e
costruito da S.Francesco di Paola. Il luogo
fu scelto dal Santo per la solitudine e il
raccoglimento che offriva e continua ad
offrire anche oggi. Alla costruzione del
convento partecipò direttamente S. Francesco
lasciandovi traccia di numerosi interventi
prodigiosi: tra i tanti si ricorda quando,
per mano del diavolo, l’architrave da
collocare sul portale cadde e si spezzò. S.
Francesco, presi i tre pezzi, li collocò
ugualmente sullo stipite, ove ancora oggi
resistono immobili. Per questo motivo il
Convento di Paterno è detto il “Convento dei
miracoli” e, durante il soggiorno di San
Francesco, divenne subito meta
frequentatissima di pellegrinaggi.
Praia a mare
Santuario
Santa Maria della Grotta
Il Santuario è così chiamato in quanto
situato all’interno di una grotta naturale
del Monte Vinciolo, creata dalla millenaria
erosione delle acque marine. La grotta, di
grande importanza archeologica, fu
frequentata fin dal Paleolitico. Molti sono
i reperti recuperati al suo interno che oggi
è possibile vedere al piccolo Museo
Comunale.
E'alta 19 metri ed ha una superficie di
circa duemila metri quadrati. Vi si giunge
tramite una scalinata da cui si scorge un
bellissimo panorama sulla costa. E' luogo di
culto e di pellegrinaggio.
Nella nicchia dell'altare del Santuario era
custodita una statua lignea della Madonna
col bambino del XIV secolo. Fu rubata alcuni
anni fa e sostituita con una copia. La
statua è al centro della processione di
ferragosto e meta di pellegrinaggio.
In una cappella è custodita una scultura
raffigurante la Madonna della Neve, opera
della scuola del Gagini (XVI Secolo).
Il campanile del Santuario, poi, utilizza la
campana di bordo del piroscafo inglese
«Umballa», silurato nelle vicinanze di Praia
a Mare nel 1917.
Le chiese di Rose
S. Maria Assunta
Via Santa Maria Assunta |
|
Rossano
Santuario
Santa Maria del Patire
A circa 12 chilometri da Rossano, si innalza
quello che è considerato il più alto esempio
di architettura basiliano-normanna. E'
situato in una
posizione
privilegiata e incantevole, un altopiano
posto a 600 metri di altitudine.
La chiesa fu edificata all'inizio del XII
secolo da S. Bartolomeo da Simeri (il
"patér" di cui il nome della chiesa) in un
luogo dove già sorgevano numerose lauree
eremitiche. La tradizione narra che
Bartolomeo conduceva vita isolata ed
eremitica nelle montagne del Mollettino e
qui, mentre pregava, gli apparve la Madonna
che gli chiese di erigere un monastero a Lei
dedicato.
Il monastero divenne un centro mistico,
economico e culturale e mantenne il suo
splendore per più di tre secoli. Il
Pathirion ebbe una ricca e importante
biblioteca e una scuola calligrafa, (lo
Scriptorium) dove i monaci si esercitavano
alla copiatura e miniatura dei codici. Buona
parte dei codici superstiti sono oggi
conservati nella Biblioteca Vaticana; altri
nell'Abbazia di Grottaferrata.
Dell'originaria costruzione rimangono in
piedi anche alcuni archi e avanzi del
chiostro.
La struttura è semplice, spoglia di marmi,
decorazioni e qualsiasi ornamento. Parte del
pavimento è originaria (XII secolo), tutta a
mosaico, con tondi con figure di animali
(tra i quali, un centauro e un unicorno).
Facciata del santuario
Santuario
Santa Maria Achiropita
La Santuario della città di Rossano è
dedicato al culto della Madonna Achiropita.
Tale culto si riferisce alla forte devozione
dei rossanesi verso l’icona pittorica della
Vergine, realizzata tra il 580 e la prima
metà dell’8° secolo. L’immagine si trova in
una nicchia al lato destro della navata
centrale, su un altare in pietra di cipro Si
tratta di un affresco su un frammento di
colonna, venerata fin dal XII secolo col
titolo di Achiropita, cioè “non dipinta da
mano umana”. Oggi l’icona è perfettamente
libera e visibile, ma nei secoli passati ben
sette lastre di vetro sovrapposte rendevano
l’immagine meno evidente, velandola di un
senso di mistero e di arcano. I recenti
lavori di pulitura hanno reso leggibili sul
lato destro in verticale, alcune lettere
greche del nome Theotokos, cioè "Madre di
Dio". e raffigura la Madre di Dio mentre
regge sul braccio sinistro il Messia
bambino; La Chiesa Madre è una vera e
propria galleria d'arte sacra, che
attraversa e ripercorre una storia lunga ben
15 secoli. In essa si possono mirare, ad
esempio, i resti dell’antico Oratorio
dell’eremita Efrem, alla cui vicenda è
legata la leggenda del ritrovamento della
tela della Madonna Achiropita. Secondo la
tradizione, infatti, nel VI secolo il monaco
Efrem, dopo aver predetto al nobile
Maurizio, in fuga e naufrago a Rossano, la
sua elezione a Imperatore di Bisanzio,
avrebbe ottenuto per gratitudine la promessa
di una cappella da dedicare alla Madre di
Dio. Durante i lavori di costruzione, quando
si trattò di dipingere l’icona, nottetempo,
l’immagine eseguita dagli artisti bizantini
scomparve, rimpiazzata miracolosamente
dall’Icona Achiropita.
Le chiese di Rota Greca:
S. Maria Assunta
P.zza Garibaldi, 11 |
San Basile
 Santuario
Santa Maria Odegitria
Il Monastero di Santa Maria Odigitria è la
continuazione dell'antico monastero di San
Basilio Craterese, fondato tra la fine del X
secolo e l'inizio dell'XI.Sorge in una
panoramica posizione alle pendici di monti
boscosi tra il maestoso massiccio del
Pollino a nord e la sottostante piana di
Sibari ad est. Si dice che uno dei monti che
sovrasta il Monastero e il paese sia il
cratere di un vulcano, da qui la
denominazione "craterese" data anticamente
al Monastero di San Basilio
La Chiesa di Santa Maria Odigitria conserva
gelosamente, di fronte all'altare maggiore,
un affresco che rappresenta il busto di una
madonna vestita di azzurro sotto il manto
rosso e con la testa coronata e da cui
scende fin sulle spalle un velo verde chiaro
campeggiante su una grande aureola giallo
oro (Madonna Coronata). É un pezzo
dell'intero affresco, salvato nel XIII
secolo, ed unico resto dell'antico cenobio
di San Basilio che esisteva già da almeno
tre secoli. In Calabria la Vergine ha avuto
sempre un culto particolare sotto il titolo
di Odigitria, condottiera, guida. Odigitria
fu Maria nelle calamità del popolo desolato
e implorante, Odigitria fu e sarà sempre
Maria nel guidare i suoi devoti ai piedi di
Gesù. La Chiesa subì, nel tempo, varie
modifiche. Nel 1930, per la munificenza del
popolo di S. Basile, fu prolungata. Con
l'avvento dei Monaci Basiliani nel 1931, fu
restaurata, abbellita e arredata. Nel 1935
fu restaurata la cupola, nel 1937 rifatta
totalmente la facciata e nel 1960 innalzato,
su base del vecchio, il nuovo campanile. La
Chiesa è ad unica navata con volta a botte,
nel centro della quale c'è un dipinto della
Madonna in atto di proteggere il Monastero e
il paese di San Basile. A sinistra di chi
entra c'è una nicchia con la statua della
Madonna della Misericordia, venerata dagli
albanesi con questo titolo fin dalla loro
venuta in San Basile. A destra e a sinistra
ci sono due tele, in una S. Nilo e S.
Bartolomeo, nell'altra S. Basilio e S.
Macrina.
Le chiese di San Martino di Finita
S. Martino Vescovo
Via Trieste |
S. Maria Assunta
Via dell'Olmo - Santa Maria le
Grotte |
San Sosti
Santuario
Maria Santissima del Pettoruto
La tradizione narra che, nel 1500, un certo
Nicola Mairo di Altomonte, per sfuggire alla
cattura dei soldati, si nascose in una gola
tra i monti Mula e Milara, in una località
chiamata Petruto (cioè pietroso).Qui egli,
estremamente devoto alla Madonna, decise di
incidere l'immagine della Vergine sulla
roccia: pur essendo privo di attrezzi, il
Mairo riuscì a realizzare una bella effigie.
La Madonna, che egli dipinse, reggeva con un
braccio il Bambino e con l'altro un
ramoscello fiorito. Alcuni anni dopo, un
pastorello sordomuto di Scalea, tal Giuseppe
Labbazia, mentre pascolava il suo gregge lì
vicino, udì una voce che lo chiamava per
nome: giunto nel luogo da cui proveniva il
richiamo, vide l'immagine splendente della
Vergine, che lo incitò a recarsi nella
vicina San Sosti per fare in modo che in
quel luogo sorgesse una chiesa a lei
dedicata. Il miracolo avvenne: il sordomuto
iniziò a parlare e raccontò la sua visione
e, conseguentemente, gli abitanti del luogo
dettero vita al culto della Madonna,
erigendo una cappella molto rudimentale.
Quando si cercò di spostare la statua
ritenendo disadatto quel luogo, fallirono
tutti i tentativi di spostamento e si decise
di costruire un tempietto e un altare nel
luogo là dove fu rinvenuta la statua.
La Madonna tiene sul braccio sinistro il
Bambino Gesù, caratteristica comune a molte
statue dell'epoca, e nella mano destra reca
un giglio simbolo di purezza mentre il
Bambino regge un fiore di melograno simbolo
di prosperità. Sotto l'occhio destro della
Madonna è visibile una cicatrice che,
secondo la tradizione, sarebbe stata fatta
da alcuni briganti per dimostrare che la
Madonna era di carne vera e quindi recatisi
sul posto incisero con un pugnale la piccola
ferita dalla quale sgorgò rosso sangue.
Secondo la tradizione il capo dei briganti
che aveva vibrato il colpo cadde tramortito
ai piedi dell'altare mentre gli altri
scapparono. L'attuale vescovo della diocesi
mons. Augusto Lauro ha stabilito che la
statua resti nel posto dove attualmente si
trova da secoli e si stanno effettuando
lavori per ristrutturare l'altare della
Madonna rispetto all'altare centrale.
Scalea
Santuario Santa Maria del Lauro

La madonna del lauro è diventata protettrice
“di chi va per mare” in seguito all’episodio
che vide protagonisti, verso la fine del
XVII secolo, alcuni marinai di Meta di
Sorrento. L’equipaggio fece voto di
costruire una chiesa lì dove il mare li
avrebbe sbarcati sani e salvi. Fu così che
nella pianura di Scalea, con l’impegno di
questi devoti figli di Meta, l’aiuto dei
pescatori del luogo, con i quali
fraternizzarono,, venne costruita la
chiesetta dedicata alla Madonna del Lauro,
protettrice del popolo di sorrentino. Fu
costruita all'estrema periferia di allora
del paese, attaccata al muro di cinta del
secondo cimitero di Scalea. Il cimitero in
seguito fu trasferito altrove e sul posto fu
edificato l'attuale palazzo dell'istituto di
suore "Madre Maria Clarac".
La chiesa fu elevata a Santuario diocesano
l’ 8 settembre 1997, giorno in cui ancora
oggi si festeggia la Vergine, con una
processione a mare che prima avveniva a
mezzogiorno e che ora è stata spostata nelle
ore serali.
Sono proprio i marinai che in quel giorno
fanno rivivere, simbolicamente, con una
suggestiva processione, l'arrivo della
statua della Madonna attraverso il mare.
La festa inoltre e' legata alla Fiera delle
cretaglie (manufatti di terracotta), dette
in gergo "cozze", istituita nel lontano 1823
dal re Ferdinando IV.
Scigliano
Santuario
Santa Maria di Monserrato
Il santuario di Santa Maria di Monserrato
venne eretto tra gli anni 1785-1795 da
maestranze locali. Contiene un dipinto ad
olio su tela di Santa Maria del Monserrato
del sec. XVIII. Di notevole bellezza è un
ostensorio argenteo decorato a sbalzo e
cesello, con due figure alla base simboli
della passione, eseguito da Gioacchino
Jodice nel 1797. Inoltre, i seguenti
dipinti: Transito della Vergine (sec. XIX),
Transito di San Giuseppe (sec. XIX), San
Francesco di Paola (sec. XVIII), gli
Evangelisti (serie di ovali del sec. XVIII).
Un affresco del sec. XIX raffigura la
Madonna col Bambino. Sull’altare maggiore,
statua della Madonna del Rosario (sec. XIX).
Le altre statue raffigurano San Giustino
nella bara e la Madonna del Monserrato
(lignea del sec. XIX). Vi sono custoditi
anche preziosi paramenti sacri.
Spezzano Albanese
Santuario Santa Maria delle Grazie

Di probabile origine basiliana, poi chiesa
agostiniana. Prima parrocchia del paese,
nella metà del Settecento ospitava la
congregazione omonima. Nella chiesa è
custodita una statua lignea fissa della
Madonna col Bambino di ignoto del 600, ed
una mobile (1789), un’acquasantiera del 700,
le tele di Umberto De Maria (San Emidio
Vescovo e Deposizione di N.S. del 1912.
Inoltre i seguenti dipinti di anonimi
pittori: la Crocifissione con le pie donne
dell’800; la Madonna delle Grazie del 1836;
Sant’ Antonio da Padova del 1856; San
Michele del 1836; Madonna del Carmine con i
SS. Lucia e Nicola di Bari; i Miracoli di
San Francesco di Paola (800);
Le chiese di Torano Castello:
S. Biagio Vescovo e Matire
Via G. Marconi |
S. Domenico
Via Duomo, 45 |
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