Strade del Vino e dei Sapori
» Strada del Bosco e del Vino

 

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Strada del Bosco e del Vino
Associazione Strada del Bosco e del Vino
C/o Comunità Montana Monti
del Reventino, Tiriolo e Mancuso
Via dei Vespri - 88049 Soveria Mannelli (Cz)
Tel: 0968662380


Questa volta a dare il nome al vino è un fiume, il savuto, lungo la cui vallata su entrambi i versanti collinari in provincia di Catanzaro e Cosenza, la vite prospera da almeno 3000 anni. Già facevano il Savuto Rosso, oggi DOC, gli antichi Bruzii, e l'assaggiarono i Romani che lo chiamavano Cosenzia e continuarono a farlo e ad amarlo. Oggi le uve che lo compongono sono il Gaglioppo, il Nerello, il Greco Nero, il sangiovese, per un vino robusto che va molto d'accordo con la  cacciagione. C'è pure un Savuto Rosato, ideale per chi ama le pastasciutte con sughi saporiti.

Nei boschi che danno il nome a questo itinerario si rinnova anche la più antica attività dell'uomo, che precedette la pastorizia e l'agricoltura: la raccolta. Qui i funghi, infatti, la legna grande e piccola, la radica sono sul serio motivo di sopravvivenza, come,soprattutto l'albero più importante (dopo l'ulivo) del territorio, quello che incornicia i borghi pedemontani, tra faggi e pini,che ombreggia le strade: il castagno.

Fino al periodo tra le due guerre in gran parte del Mediterraneo si viveva nella civiltà del castagno. Quest'albero dava un cibo povero che tanto povero non è, se si pensa a quanto è ricco di nutrimento e quanto è salutare soprattutto per i bambini e gli anziani: le castagne erano l'alimento base fresche e secche, sfarinate per polente, pane, zuppe.

Il legno grosso serviva per costruire, quello più piccolo per cuocere e scaldare nel camino,la carbonella per gli scambi commerciali, la brace per la polvere da sparo e scaldare illetto, le foglie per fare da giaciglio per le bestie nelle stalle e, insieme ai i ricci, per concimare, la corteccia per estrarre una sostanza amara, il tannino, indispensabile nella concia delle pelli. Insomma il castagno manteneva la comunità ed è interessante la visita ai vecchi essiccatoi ancora presenti ovunque.

E le castagne silane hanno sempre raggiunto i mercati d'oltre oceano, componendo una buona parte di quei 50 mila quintali che gli americani comprano in Italia solo per un giorno, per quella festa del Ringraziamento in cui vengono sacrificati milioni di tacchini... proprio per farcirli con le castagne di casa nostra.

I boschi di castagno sono generosi anche prima che i frutti siano maturi: dopo le prime piogge estive vi nascono abbondanti i funghi più pregiati, i famosi Ovoli (Amanita,caesarea), qui chiamati Ovoviti.