Strade del
Vino e dei Sapori
» Strada dei Vini e
dei Sapori della Locride

Strada dei Vini e dei Sapori della
Locride
Associazione Strada dei Vini e dei
Sapori della Locride
Sede Operativa
Via Sottoprefettura Gerace
89040 Reggio Calabria
Tel. 0964/20146 - Fax. 0964/232953
lastradadelvino@libero.it
Il Greco bianco è un'uva che abbiamo
incontrato in tutta la Calabria,
protagonista di tutti i vini bianchi della
regione, ma il Greco di Bianco, un paese
della costa ionica meridionale, è un'altra
cosa, è un vino cosiddetto passito.
Probabilmente l'uva è la stessa, anzi pare
che tutta l'uva Greco bianco venga da qui,
portata da un colono, per l'appunto greco,
nel VII secolo avanti Cristo, sbarcato nel
territorio dell'odierna Bianco, da dove poi
il vitigno si è espanso in tutta la Calabria
e oltre, fino al piemonte dove lo chiamano
Erbaluce. Ma qui cresce speciale, adatto a
fare un vino dolce che si beve conversando
in compagnia o alla fine del pasto.
Il trucco è semplice:
l'uva raccolta ben matura viene stesa su
graticci di canna dove, complice il clima
asciutto della zona, appassisce riducendo il
suo contenuto di acqua di oltre il 35%. Solo
allora viene spremuta per ottenere il vino,
che dovrà poi invecchiare almeno per un
anno. Con lo stesso metodo si fa un altro
vino dolce, ma da un'uva esclusiva della
regione, il Mantonico. La strada del vino
della locride si spinge molto più a nord.
Fino alle terre di un altro vino Doc, il
Bivongi, prodotto dai vigneti posti sui
terrazzamenti collinari dal territorio
dell'antica Caulonia a Stilo e a Guardavalle,
primo paese della provincia di Catanzaro. Il
tipo Rosso è un vino robusto da bere con
piatti di carne rossa e soprattutto con la
selvaggina: nasce da uve Gaglioppo, Nero d'Avola,
Nocera e Castiglione. Il Rosato, dalle
stesse uve, va bene per accompagnare un
pasto completo leggero, il Bianco, da uve
Greco e Mantonico, è perfetto con le
fritture di pesce o di verdure. Tra i
territori dei due vini Doc della provincia
di Reggio Calabria ci sono luoghi dove i
golosi e gli intenditori di cose buone
possono davvero divertirsi.
A Mammola, per esempio,
sono dei maghi nel rendere morbido e dolce
il pesce stocco. Questo non è altro che
merluzzo, ma pescato nelle isole della
Norvegia dove viene seccato al sole fino a
diventare duro come legno. Da secoli viene
importato in Italia in cambio delle nostre
arance, del nostro vino e di tante altre
cose buone che solo il sole del Mediterraneo
può far nascere. A questo punto però bisogna
farlo tornare morbido: a Mammola usano un
metodo, chiamato spugnatura, che dura quasi
due settimane prevedendo continui bagni in
acqua fresca corrente e che lo rende
buonissimo pure crudo in insalata.
La vicina Gioiosa Ionica
è terra di dolci: tra le numerose specialità
il Pezzo duro è un delizioso semifreddo a
strati di crema, cioccolato e nocciola fatto
con latte, uova, zucchero, vaniglia, cacao,
pasta di ,nocciole: I mozzetti sono invece
biscottoni di farina, zucchero, mandorle,
olio da olive, latte, lievito naturale
acido, aromi naturali. Ma la dolcezza più
importante e più comune di questa strada e
di tutta la Calabria è il Miele.
In Calabria si svolge sia
l'apicoltura stanziale, ossia con gli
alveari tutto l'anno nello stesso luogo, sia
quella nomade che consiste nello spostamento
degli alveari in giro a bottinare in tipi
diversi di ambienti, sia per variare il
prodotto sia per allungare la stagione
produttiva.
Il prodotto più
caratteristico della costa ionica reggina
non è tuttavia da mangiare, seppure un
ristorante ne fa un delizioso liquore e
qualche pasticcere lo usa per miscele di
aromi particolari: il bergamotto è un agrume
esclusivo di questa zona, rotondo, grosso
come una piccola arancia, con un profumo
particolarissimo che proviene da una
sostanza, che i chimici chiamano olio
essenziale o essenza, contenuta nella
buccia. Questa essenza parte per tutto il
mondo e i più famosi creatori di profumo.
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