Strade del
Vino e dei Sapori
» Strada dei Sapori
della Sibaritide

Strada del Vino e dei Sapori della
Sibaritide
Associazione Strada del Vino e dei
Sapori della Sibaritide
Vicolo I S. Giacomo, 6 - 87042 Altomonte
(CS)
Per informazioni:
Tel. 0981/944889 - Fax. 0981/944889
www.viniesapori.com
info@viniesapori.com
La Sibaritide è il cuore storico della
Calabria: dalla piana dell'antica Sibari
sono partiti non soltanto gli antichi Greci
che proprio da qui hanno diffuso la civiltà
classica in tutta Italia, ma pure i Normanni
che hanno costruito alcuni bellissimi
castelli nelle colline circostanti. E in
queste colline sopra alla Piana si è
ambientata la comunità albanese, oggi una
componente significativa della cultura
calabrese, qui giunta nel xv secolo al
seguito di un grande guerriero, Scandeberg.
E da queste colline si è anche diffusa la
cultura del vino seppure oggi il territorio
non vanta vini Doc, ma tocca le zone di
produzione di alcuni rossi, bianchi e rosati
a Indicazione Geografica Tipica, Esaro e
Valle del Crati, nomi legati a due fiumi che
segnano il paesaggio.
Oggi la Piana di Sibari è
diventata la terra che fa le cose buone per
i bambini. E' infatti la capitale mondiale
della liquirizia e la principale zona di
produzione delle Clementine di Calabria, uno
dei frutti preferiti dei bambini di tutta
Italia che trovano maggiore concentrazione
nei territori dei Comuni di Corigliano
Calabro e Rossano. La liquirizia nasce da
una pianta che in Calabria chiamano
Regalizia, i botanici Glycyrrhiza glabra e
appartiene alla famiglia delle Leguminose.
E' alta da mezzo metro a un metro e sviluppa
radici che si estendono per vari metri nel
terreno e costituiscono la parte utile della
pianta. Cresce molto volentieri in compagnia
dell'ulivo. Glycyrrhiza significa "dolce
radice" perchè contiene una sostanza, la
Glicirizzina, che ha un potere dolcificante
da 50 a 70 volte quello del normale
zucchero. Strano destino quello di una
nobile e antichissima famiglia calabrese (se
ne hanno notizie da oltre 1000 anni), che,
guarda caso, porta il nome Amarelli, di
essere leader mondiale da 5 secoli nella
produzione di cotanta dolcezza.
Ma c'è sempre stato un
angolino di mondo dove, come viene
confermato persino dall'Enciclopedia
Britannica, per uno di quegli strani
capricci della natura, la liquirizia è più
dolce e più buona". Ed è proprio la Calabria
di Sibari. Qui nasceva e nasce spontanea nei
terreni marginali, contribuendo ad
arricchire il suolo rendendolo ideale per
altre coltivazioni; ogni tre anni (il tempo
minimo perchè le radici siano mature per
l'utilizzo), si poteva e si può estirpare
senza comprometterne il futuro sviluppo in
altri terreni. Oggi la liquirizia è estratta
dalla pianta con metodi moderni, ma la
cuocitura finale, da cui esce e si addensa
il succo nero da tutti conosciuto, è ancora
identica a quella descritta dagli
scrittori-viaggiatori nordici del XVIII
secolo.
Gli agrumi sono frutti
molto importanti per tutte le regioni del
sud e la Calabria ha il suo primato: le
clementine più buone. Cos'hanno di speciale.
Intanto sono senza semi, che, soprattutto
per i più piccoli è una cosa importante, poi
hanno sia i pregi del del loro papà, sia
quelli della loro mamma. Le clementine
infatti non sono un frutto nato
spontaneamente per iniziativa della natura,
ma un incrocio tra altri due alberi cercato
dall'uomo. Ebbene, la mamma è il mandarino,
che ha donato al figlio il suo profumo e la
sua dolcezza, il papà è l'arancia, che
invece gli ha ceduto un tantino la sua
vivacità, quel tantino di asprigno che rende
più dissetante e piacevole il dolce del
frutto.
E, a proposito di agrumi,
la piana di Sibari offre altre sorpresine:
il limone di Rocca Imperiale e la limetta.
Quest'ultimo coltivato solo qui, è simile al
limone perchè giallo verdognolo, ma è
schiacciato dove il limone invece ha le
punte, poi ha un succo meno aspro e un
profumo intenso: una rara delizia che
finisce nei bar dove preparano bibita
allegre e aromatiche. Più a nord invece, a
Trebisacce, nelle case dei pescatori sono
maestri nel lavorare le acciughe, che
vengono conservate nel sale, qualche volta
insieme al pepe rosso, quasi sempre in
compagnia del giallo fiore del finocchio
selvatico. Trebisacce è importante anche
perchè vi cresce una varietà di arance, il
Biondo tardivo, che maturano fino a luglio.
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