Strade del
Vino e dei Sapori
» Strada dei Sapori
del Poro

Strada dei Sapori del Poro
Associazione Strada dei Sapori del
Poro
Sede Operativa
Viale Affaccio IV Trav. n.5
89900 Vibo Valentia (CZ)
Tel. 0963/592739 - Fax. 0963/592739
Questo itinerario prima
sulla costa poi nell'entroterra del più
famoso promontorio della Regione inizia
dolcemente, molto dolcemente,ma "termina con
la bocca che va a fuoco. Già, perche Pizzo
Calabro è la cittadina dei gelati e delle
pasticcerie: sono diverse decine nella bella
piazza del paese antico e nelle piacevoli
viuzze attorno. Ed è una vera emozione
assaggiare i gelati affacciandosi sulla
terrazza panoramica da cui si vede un mare
puteggiato dai pescherecci che vanno e
vengono. Il pezzo forte dell'arte pasticcera
del borgo è il Tartufo di pizzo, una mezza
palla di gelato al cacao ripiena di gelato
alla nocciola che riempie la bocca di gusto
ma la lascia pulita perche contiene solo
ingredienti naturali. Ma dolce non è solo il
gelato, dire "dolce" in questo angolo di
Calabria è dire cipolla. La cipolla rossa di
Tropea -giunta qui anch'essa con i marinai
fenici e che nasce lungo il mare fino ad
Amantea e sulle terrazze degradanti di Capo
vaticano -viene spedita in tutto il mondo
proprio perche ha un pregio unico, la
dolcezza: al taglio fa anch'essa piangere,
ma meno delle altre cipolle, in bocca non
pizzica per nulla e si può mangiare cruda
anche intera a morsi come un finocchio o un
pomodoro. Tutto ciò non lo dice solo il
nostro palato, ma lo conferma la chimica: il
suo contenuto in zuccheri (compreso il
saccarosio, ovvero quello che usiamo in
tutte le case) è infatti più elevato che
nelle cipolle d'altre provenienze e, nel
contempo, è più bassa la quantità di
composti dello zolfo che provocano la
lacrimazione.
La sua dolcezza va
valorizzata a crudo, per esempio nel
Condiglione, fatto con pomodori di Belmonte,
poca insalatina fresca, bottarga di pizzo,
basilico, olio extravergine, limone del
posto, naturalmente tanta cipolla. La
bottarga è un'altra specialità locale molto
curiosa: sono le uova del tonno salate e
messe sotto peso, poi essiccate. Si taglia
poi a fettine sottili o si grattugia sulla
pasta. Sempre con la cipolla di Tropea,
ottima pure sottaceto, si fa poi 'a
maritata, una gustosissima salsa sott'olio
di cipolla e peperoncino piccante. E già le
nostre dolcezze cominciano a conoscere il
salato e il piccante, preludio ai sapori
forti del Monte Poro.
Viene fatto proprio su
questo altopiano il pecorino più pregiato
della regione, molto buono soprattutto per
la ricchezze e varietà di erbe profumate del
pascolo e perche il formaggio è fatto con il
latte non pastorizzato e quindi" restano ben
vivi i "microbi buoni" che danno sapore e
profumo; mentre i "microbi cattivi"
scompaiono con la stagionatura. Al latte
crudo di pecora (e di qualche capra) munto
alla mattina viene aggiunto quello munto la
sera prima; si aggiunge il caglio ottenuto
dallo stomaco di un capretto e, in circa
un'oretta, il latte coagula.
Sulle pendici del Monte
Poro, il paese di Spilinga ha dato origine a
una specialità unica e tipicissima, la
'nduja. A vederla pare un salame piccante,
ma in realtà prima di tutto è piccante, poi
più che un salame è un impasto, un patè
direbbero i francesi. Infatti si spalma sul
pane, ma si usa pure per fare sughi per la
pasta. La ricetta è semplicissima: si
sminuzzano finemente due parti di grasso di
maiale (soprattutto pancetta e lardo) e una
parte di peperoncino piccante, si sala e si
impasta a dovere. Il tutto viene insaccato
in budello naturale, poi viene affumicato
con legna aromatica e stagionato per almeno
5 mesi.
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