Musei
» Catanzaro
COMPLESSO MONUMENTALE SAN GIOVANNI
Il San Giovanni vanta una grande
area espositiva, disposta su due piani. Vi
si accede da una bella scalinata che porta
al cortile interno e quindi alle numerose
sale.
Nella palazzina, sono ospitati gli uffici
dell'assessorato comunale alla cultura e
quelli della sede della Sovrintendenza ai
beni artistici e ambientali.
L'ampio piazzale panoramico è stato
inaugurato dal presidente della Repubblica,
Carlo Azeglio Ciampi
Per ulteriori informazioni:
www.fondazionepoliteama.com
MUSEO ARTISTICO E STORICO, MONUMENTO
Direttore: DON LUCIANO PALOMBO
Costo del biglietto: €
1,00
Giorni e orario d'apertura:
17,00 -20,00 (DA MARTEDI A VENERDI)
Chiusura settimanale:
SABATO, DOMENICA E LUNEDI
Città: CATANZARO
Indirizzo: VIA
ARCIVESCOVADO, 13
Telefono: 0961/721333
Descrizione: Il museo,
istituito nel 1997 negli ambienti del
seminario arcivescovile, conserv opere
pittoriche e scultoreeche documentano
l'ambiente artistico della diocesi
catanzarese nei secoli XVII - XIX, ed offre
un'interessante esemplificazione della
rinomata produzione tessile locale.
MUSEO CIVICO
Museo artistico e storico, Monumento
Direttore: DOTT. GIUSEPPE
VALENTINO
Costo del biglietto: €
1,03
Giorni e orario d'apertura:
tutti i giorni , 9,30 - 12,30, 16,00-19,00 (
Aprile - Settembre) 9,30-12,30 (Ott. -
Marzo)
Chiusura settimanale:
Lunedì
Città: TAVERNA
Indirizzo: PALAZZO S.
DOMENICO
Telefono: 0961/924824
Sito Web:
WWW.museoditaverna.org
Descrizione: Il museo è
ubicato nel Complesso Conventuale di S.
Domenico, edificio storico realizzato nel
1464. Il percorso museale è articolato in
tre settori; il primo ospita opere dei
secoli XVII-XIX, tra cui il pregevole nucleo
di opere di Mattia Preti; il secondo
esposizioni permanenti e temporanee di
artisti calabresi contemporanei; il terzo è
costituito dalla chiesa di S Domenico dove
sono conservate importanti opere del
Cavalier Calabrese.
MUSEO ARCHEOLOGICO
Direttore: DOTT. ROBERTO
SPADEA
Giorni e orario d'apertura:
8,00 -14, 00 (da lunedì e venerdì); 8,00 -
14,00; 15,30 - 17,00 (martedì e giovedì)
Chiusura settimanale:
sabato e domenica
Città: TIRIOLO
Indirizzo: VIA PITAGORA,
4
Telefono: 0961/991004
Descrizione: Istituito
nel 1985 l' Antiquarium espone reperti di
provenienza locale, dalla preistoria al
medievo, provenenti da donazioni private e
da campagne di scavo (Oggetti di corredo
funerario quali unguentari e ceramiche a
vernice nera, statuette bronzee di età
imperiale e testimonianze della cultura Brettia
e numerosi esemplari esemplari di monete
greche, brettie, normanne, sveve varie regno
di Napoli.
MUSEO LA CASA DELLA MEMORIA
Città: Catanzaro
Indirizzo: Vico dell'Onda,
7
Telefono: 0961/745868
Giorni di apertura: Lunedi,
Martedi, Mercoledi, Giovedi, Venerdi,
Sabato, Domenica
Descrizione: La Casa della
Memoria si pone come obiettivo la
divulgazione e la promozione dell'arte
contemporanea, in particolar modo
dell'esperienza artistica dell'artista
calabrese Mimmo Rotella, che qui,
nell'atèlier di moda della madre, ha mosso i
primi passi, accostato i primi colori e
affinato la sensibilità che lo ha portato ad
essere un'icona dei movimenti d'Avanguardia
in Italia. All'interno della casa,
concepita, per volontà dell'artista, come
una luogo sacro, come una chiesa, rigorosa e
bianca, si trovano opere che ripercorrono la
carriera di Rotella, foto, cimeli e una
fornita biblioteca specializzata, oltre ad
un maxi schermo, destinato alla didattica,
affinchè la Casa della Memoria possa
diventare un punto di riferimento per lo
studio dell'esperienza artistica
contemporanea.
MUSEO DEL RISORGIMENTO
Città: Catanzaro
Indirizzo: Via Pascali, 40
Telefono: 0961/743691
Giorni di apertura: Lunedi,
Martedi, Mercoledi, Giovedi, Venerdi
Descrizione: Il Museo è
allestito nella Caserma Florestano Pepe e
documenta le vicende del Risorgimento
italiano, delle Guerre d'Africa e di Spagna,
attraverso l'esposizione di uniformi,
fotografie, cimeli, armi, documenti di vario
genere. Una curiosità è la stampa del
Generale borbonico Vito, governatore delle
Calabrie, che nel 1815 presiedette
all'esecuzione di Gioacchino Murat a Pizzo
Calabro.
MUSEO DELL'ARTE DELLA SETA
Città: Catanzaro
Indirizzo: Scuola Media 'G.
Mazzini' - Via Maddalena
Telefono: 0961/725038
Giorni di apertura:
Visitabile a richiesta
Descrizione: Tra il XIV e
il XVII secolo Catanzaro divenne famosa per
la lavorazione della seta. All'interno della
Scuola media 'G. Mazzini' è stato allestito
un piccolo museo - visitabile a richiesta -
che documenta l'attività tessile, attraverso
l'esposizione di telai, pettini, aspi,
spolinatrici pannelli descrittivi delle
varie fasi di lavorazione della seta e di
una macchina bucatrice capace di riprodurre
sul cartone i disegni che poi venivano
trasferiti sul damasco. Il Museo conserva
anche lettere commerciali e documenti, che
testimoniano la vivace attività economica
della città.
MUSEO DELLE CARROZZE
Città: Catanzaro
Indirizzo: Località Siano -
Contrada Monte Musofalo
Telefono: 0961/469546
Giorni di apertura: Lunedi,
Martedi, Mercoledi, Giovedi, Venerdi
Decsrizione: Di proprietà
privata del barone De Paola e situato
all'interno di una sua azienda agricola, il
museo consta di 25 carrozze d'epoca, che
raccontano l'evoluzione di questo
affascinante mezzo di trasporto. Tra i pezzi
più importanti si segnalano una cabriolet a
capote mobile, un carro da parata del '600 e
la carrozza utilizzata nel film Via col
Vento. Nell'azienda agricola sono anche
visibili attrezzi per la lavorazione della
terra e un pianoforte in radica d'ulivo
della fine dell'800.
MUSEO STORICO MILITARE
Città: Catanzaro c/o Parco della
Biodiversità Mediterranea
Descrizione:
II MUSMI nasce dalla volontà di
lasciare aperta una finestra sul passato.
Sugli eventi lontani e romantici dell'epoca
napoleonica e risorgimentale, e su quelli
più recenti e terribili delle due guerre
mondiali.
Una visita al museo è così l'occasione per
rivivere, attraverso immagini cimeli, armi e
divise, centocinquant'anni di storia.
Affascinanti le corazze, ricchi i cimieri e
rilucenti le sciabole del periodo
napoleonico. Ancora intrise di eroismo e
ideali le divise del Risorgimento. Forse per
via del periodo più recente, un sentimento
di tenerezza e commozione ci pervade invece
vedendo le giacche consunte, le armi e
l'equipaggiamento che oggi ci appare quasi
primitivo, di soldati e ufficiali della
prima e seconda guerra mondiale.
Dunque un'esposizione di grande interesse
per studiosi e appassionati di storia e
un'importante occasione didattica per i
nostri giovani all'interno di uno scenario
di grande suggestione, il Parco della
Biodiversità Mediterranea, un'area verde
divenuta in meno di tre anni il simbolo
della città e della sua voglia di cambiare.
Una vegetazione rigogliosa che si estende
per oltre 60 ettari, fa da cornice alle
tante attività dedicate allo svago e a
proposte culturali di grande respiro. Un bel
teatro all'aperto, una preziosa collezione
di scultura contemporanea di qualità
internazionale e, appunto, il nuovo museo
storico provinciale, accrescono e completano
un parco che merita di essere annoverato tra
i più belli di tutto il paese.
Michele Traversa
Presidente della Provincia di
Catanzaro
L'Italia Napoleonica
Nel marzo 1796, Napoleone Bonaparte assunse
il comando dell'armata d'Italia e, nel giro
di pochi mesi riuscì ad ottenere successi
tali da attribuire al fronte italiano
un'importanza fondamentale nel quadro della
guerra e a lui il ruolo di maggior rilievo
tra i capi dell'esercito repubblicano.
L'ascesa inarrestabile di Bonaparte, dal
1805 in poi, portò quasi tutta l'Italia a
sottomettersi al dominio francese: nel
territorio dell'ex Repubblica cisalpina fu
istituito il Regno d'Italia del quale
assunse la corona Napoleone, ormai divenuto
anche imperatore.
Tra i pezzi esposti in questa sala
dedicata all'Italia napoleonica, risultano
di particolare interesse: l'insegna della
Legion d'Onore, onorificenza fortemente
voluta da Napoleone per premiare il valore
militare e i meriti civili; l'insegna di
cavaliere dell'Ordine della Corona di Ferro,
l'elmo e la piccola tenuta da ufficiale dei
Chevau-legers de la Maison Rouge, un corpo
militare ripristinato all'epoca della prima
Restaurazione; la medaglia detta di Sant'Elena,
istituita dall'imperatore Napoleone III...
Il Risorgimento
L'ingresso dei bersaglieri a Porta Pia,
nel settembre 1870, aveva realizzato
finalmente l'unità d'Italia scrivendo
l'ultimo atto di una lunga guerra di
liberazione che si protraeva da quasi un
secolo: dopo il Congresso di Vienna,
l'Europa era stata investita da ondate
rivoluzionarie e l'Italia, in particolare,
passò attraverso tre sanguinose guerre
d'indipendenza che condussero gradualmente
alla proclamazione di uno Stato unitario. La
nascita dell'Italia unita fu accompagnata
però da nuove tensioni sociali e da una
situazione di crescente malcontento, soprat-
tutto negli anni del regno di Umberto 1 di
Savoia, che verrà poi assassinato per mano
di un anarchico (1900).
In questa sala spiccano armi e divise
che illustrano,dal punto di vista militare,
un periodo di grande rilievo per la Storia
d'Italia; di particolare interesse: vari
esemplari di diversa seriazione delle armi
Vetterli, i fucili che hanno accompagnato la
nascita dell'Italia unita; pugnali di
produzione artigianale calabrese, uno, in
particolare, riconducibile alle fonderie
della Mongiana; la daga, o sciabola corta,
della Guardia Nazionale Meridionale, e la
sciabola della Guardia d'onore borbonica.
Per quanto riguarda le divise, pregevole una
uniforme degli Ussari di Piacenza
appartenuta ad un marchese fiorentino, la
divisa dei dragoni del Regno di Sardegna e
l'uniforme dei lancieri di Firenze.
La Prima Guerra Mondiale
La Prima guerra mondiale costituisce un
evento centrale della storia contemporanea:
è una guerra perla prima volta "ideologica",
dunque uno scontro tra sistemi di idee, ed è
una guerra che coinvolge in prima persona le
popolazioni diventando parte della vita
quotidiana della gente comune. Nelle
previsioni dei contendenti (da una parte
Germania e Austria e dall'altra Russia e
Francia seguiti da Inghilterra e Italia) il
conflitto si sarebbe dovuto risolvere nel
giro di poco tempo: fu invece una guerra
logorante, una estenuante guerra di
posizione nel fango delle trincee.
Tra i vari pezzi esposti nella sezione
dedicata alla Grande Guerra vi sono una
divisa dei Reparti Arditi (corpi speciali
italiani) e, sul fronte opposto, quella di
un ufficiale austriaco di fanteria. Di
particolare interesse, poi, l'uniforme di un
sergente di quella Brigata Catanzaro che
ebbe un ruolo di rilievo in una cruciale
spedizione anti-austriaca sul Monte Mosciagh.
Tra le armi, da segnalare una pistola
semiautomatica P08 Lange, la pistola
cosiddetta "Glisenti" e varie granate. In
una sala a parte, l'allestimento di una
trincea consente di ricostruire con grande
realismo la vita quotidiana dei soldati
nell'inferno del fronte.
Il Ventennio
Gli anni del primo dopoguerra furono
caratterizzati, in Italia, da numerose
difficoltà economiche e dall'inasprirsi
delle tensioni sociali; ad aggravare
ulteriormente la situazione contribuivano il
malcontento dei reduci e la questione
fiumana. In questo inquieto scenario
politico, nel 1919, Benito Mussolini fondò
un nuovo movimento, i Fasci di
combattimento, preludio del Partito
nazionale fascista. Nel giro di poco tempo,
raccogliendo l'adesione di ceti medi e
borghesia, grazie anche all'appoggio del re,
Mussolini divenne il duce degli italiani:
caratteristiche principali del governo
fascista furono un processo di rigido
accentramento del potere e un uso assai
sapiente di tutti i possibili canali
propagandistici. Il progressivo accostamento
alla Germania di Hitler culminò nel Patto
d'Acciaio, un trattato di alleanza militare
che vincolava le due potenze a un reciproco
aiuto in caso di guerra.
Tra i pezzi della sala spiccano
soprattutto le divise: l'uniforme di un
ragazzino appartenente all'Opera Nazionale
Balilla (istituzione per l'educazione fisica
e morale dei giovani); la divisa del
Prefetto e deputato Edoardo Salerno; un
esempio di tipica tenuta estiva prescritta
al personale civile dello stato; l'uniforme
di un ufficiale della 164^ Legione Camicie
Nere "E. Scalfaro" di Catanzaro.
La Seconda Guerra Mondiale
A Nel corso di sei lunghi anni, questa
guerra determinò uno stravolgimento totale
dell'assetto socio-politico dell'Europa e di
gran parte del mondo: dopo sanguinose
battaglie e milioni di morti sul fronte
occidentale, la guerra proseguì nel Pacifico
per concludersi definitivamente con il
lancio di una terrificante arma, la bomba
atomica, su Nagasaki e Hiroshima.
Il materiale esposto in questo sala
documenta, soprattutto attraverso le divise,
l'enorme spiegamento di forze, peraltro
assai eterogenee, che venne impegnato in
quello che fu un conflitto lungo e
dolorosissimo. Ad esempio, l'uniforme dei
Commandos, soldati britannici impegnati
nello sbarco in Normandia, e quella tedesca
della Wehrmacht, l'uniforme di un maggiore
carrista statunitense e quella di un
sottufficiale della M.V.S.N., la milizia
legata al duce. Emblematiche, infine, le
diverse divise di due paracadutisti italiani
appartenenti però a fronti tragicamente
contrapposti: un parà della Repubblica
Sociale Italiana e un parà della Divisione
"Folgore" schierato invece con il Regno del
Sud...
|