Aree archeologiche
 
Aree archeologiche
» Catanzaro

 

PARCO ARCHEOLOGICO DI Scolacium
Direttore:
   Dott. Roberto Spadea 
Costo del biglietto d'ingresso:   Gratuito 
Giorni e orario d'apertura:   Museo ore 9.00-13.00 ---Parco dalle ore 9.00 fino ad un’ora prima del tramonto 
Chiusura settimanale:   Tutti i lunedì 
Città:   Borgia 
Indirizzo:   Località Roccelletta  
Telefono:   0961/391356 
Fax:   0961/391356 
E-mail:   parcoscolacium@libero.it
Descrizione: Parco Archeologico della Roccelleta di Borgia (Cz) conserva i resti della città greca di Skylletion, ricordata da Tucidide e Strabone, la cui fondazione è attribuita all' eroe ateniese Menesteo o, secondo una tradizione più tarda, allo stesso Ulisse. Divenuta colonia romana, dopo la guerra contro Annibale, con il nome di Minervia Scolacium, la città, ospitò nuovi edifici di culto, quali la Fors Fortuna, di cui oggi resta solo una iscrizione onoraria su un blocco di pietra calcarea riadoperata nel teatro, ed in età imperiale vide la costruzione dei principali monumenti a noi noti, dall' anfiteatro al teatro, donde provengono le statue marmoree acefale raffiguranti personaggi togati, all' edificio celebrativo absidato e nel quale dovevano trovare collocazione i bei ritratti della famiglia Giulio Claudia, oggi conservati nel Museo.
Quest' ultimo, allestito in un edificio a due piani appartenente al complesso signorile dei baroni Mazza, proprietari del fondo acquisito al demanio dello Stato nel 1982, espone, con ricco apparato didattico, i materiali provenienti dagli scavi e afferenti un arco temporale che va dal VI sec. a.C. al VI d.C..
Nel Parco si trova, inoltre, la Basilica normanna detta della Roccelletta la cui realizzazione dovette inserirsi in un programma politico culturale della corte normanna, interessata ad una riqualificazione della zona che costituiva un importante nodo di comunicazione. L' edificio è databile tra la fine dell' XI sec. e la metà del XII e presenta una concezione spaziale ed iconografica della chiesa occidentale e romanica, mentre le soluzioni decorative, oggi perdute, dovevano appartenere ad un linguaggio ornamentale di gusto bizantino ed islamico.

 

Aree archeologiche
» Cosenza


 

PARCO ARCHEOLOGICO DI Sibari
Direttore:
   Dott. ssa Silvana Luppino  
    
Costo del biglietto:   gratuito 
Giorni e orario d'apertura:   9.00 - un’ ora prima del tramonto 
Chiusura settimanale:   Tutti i lunedì  
 
Città:   Cassano Ionio 
Indirizzo:   Frazione Sibari - Località Parco Del Cavallo - Casa Bianca  
 
Telefono:   0981/79166 
Prenotazione telefonica:   0981/79166
Fax:   0981/79166 
Informazioni telefoniche:   0981 794869
Descrizione: Nel 1932, si intrapresero gli scavi archeologici che portarono all'identificazione dell'antica Sybaris.
L'area archeologica di Parco del Cavallo, visibile dalla SS 106, si trova sulla sinistra del Crati. Dalle fonti, è giunta fino a noi l'idea dell'opulenza, del lusso e del benessere dell'antica Sibari.
scavi_sibari.jpgFu la più ricca e antica colonia achea d'Italia, fondata nel 730 a.C., secondo Strabone, tra due fiumi, il Crathis (Crati) e il Sybaris (Coscile), che allora sfociavano separati nello Ionio; il nome Sybaris era quello della capitale della Colchide. Dopo Taranto, fu la più grande città della Magna Grecia, la sua popolazione contava 100 000 abitanti: nel 510 a.C.
Gli scavi hanno messo in luce le fasi romane, più superficiali e consistenti dal punto di vista monumentale. Nel Parco dei Tori, è emerso un quartiere artigianale della Sybaris arcaica. Sono visibili i resti, di un edificio rurale, relativo alla città di Thourioi (ca. 400 a.C.),ed altri edifici più antichi (VI a.C.). 
Sulla collina, verso il mare, in località Salto, è stata rinvenuta una tomba sotterranea decorata, probabilmente, appartenente ad un guerriero brettio, come evidenzia il ricco corredo: corazza anatomica in bronzo, elmo, cinturoni, lance e spada in ferro, recipiente potorio in argento, vasi italioti a figure rosse, un'anfora greco-italica e una corona di bronzo dorato con particolari in terracotta. I reperti provenienti dal sito sono esposti nei Musei di Reggio Calabria e di Sibari (corredo del guerriero brettio).
Non distante dall'antica Sibari, si trova un terrazzamento naturale, denominato Timpone della Motta, che sovrasta la piana e l'arco costiero ionico.
I dati archeologici che hanno provato l'esistenza di un abitato indigeno dell'età del Bronzo ed un secondo dell'età del Ferro.
I Greci, alla fine dell'VIII a.C., occuparono la sommità del colle e costruirono un santuario dedicato ad Athena.
In località Macchiabate è possibile visitare un'estesa necropoli dell'età del Ferro (VIII a.C.), caratterizzata da sepolture a fossa, coperte da tumuli in ciottoli di fiume.
Particolarmente ricchi risultano essere alcuni corredi, che denotano una differenziazione sociale; tra gli oggetti di particolare interesse sono da menzionare: la coppa fenicia in bronzo, con figure sbálzate (ca. 770 a.C.), tré kotylai , uno scarabeo in serpentino. In località Timpone della Motta era l'abitato, mentre sulla sommità della collina sorgeva il santuario di Athena, il cui culto è provato, da un'incisione su bronzo, che ricorda la vittoria ai giochi olimpici di Kleombrotos e la dedica alla dea della decima parte del premio guadagnato.


TORRE CIMALONGA
Area Archeologica, Museo archeologico

Direttore:   Dott. Luigi La Rocca 
Descrizione:   Reperti archeologici di epoca arcaica-classica-ellenistica e romana, che illustrano il popolamento del territorio di Scalea e Santa Maria del Cedro, sito dell'antica città di Laos.
    
Costo del biglietto:   Gratuito 
Giorni e orario d'apertura:   9.00 - 20.00 (Tutti i giorni) 
Chiusura settimanale:   Tutti i lunedì
 
Città:   Scalea 
Indirizzo:   Largo Cimalonga, 7 
 
Telefono:   0985/920069 


 
Aree archeologiche
» Crotone


 

TORRE NAO E AREA ARCHEOLOGICA
Direttore:
   Dott. Roberto Spadea 
Descrizione:   TORRE cinquecentesca aragonese dove è ubicato,momentaneamente,un piccolo antiquarium della Soprintendenza con materiale archeologico sottomarino. - AREA ARCHEOLOGICA con resti del santuario di Hera Lacinia e con la celebre colonna.
    
Costo del biglietto:   Gratuito 
Giorni e orario d'apertura:   9.00 - un’ora prima del tramonto ( Tutti i giorni ) 
Chiusura settimanale:   Tutti i lunedì fino al 31 Dicembre 2004 
 
Città:   Crotone 
Indirizzo:   Località Capo Colonna 
 
Telefono:   0962/934188 



CASTELLO CARAFFA DI SANTA SEVERINA
Area Archeologica, Museo archeologico, Museo artistico e storico, Monumento, Biblioteca
Direttore:
   Soprintendente Attilio MAURANO 
Descrizione:   Castello monumentale con strutture stratificate dal medioevo al secolo XIX. Piano nobile con volte affrescate nel 1750. Stratificazione visibili dei periodi Bizantini,Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi e Viceregno.
    
Costo del biglietto:   € 3,00 
Riduzioni:   riduzione per gruppi superiore a 25 unità 
Giorni e orario d'apertura:   da martedì a Domenica - ore 9,00 - 13,00 / 15,00 - 19,00 
Chiusura settimanale:   Lunedì feriali 

Città:   SANTA SEVERINA 
Indirizzo:   Piazza Vittorio Emanuele 

Telefono:   0962/555832 
E-mail:   gildo.biafora1@tin.it
Prenotazione telefonica:   0962/51062 
Informazioni telefoniche:   0962/51069


 
Aree archeologiche
» Reggio Calabria

 

AREA ARCHEOLOGICA
Direttore:
   Dott. ssa Silvana Iannelli 
Descrizione:   Area archeologica dell'antica Caulonia (abitato, mura di cinta, area sacra) con antiquarium in corso di realizzazione. In parte sistemata a parco archeologico.
    
Costo del biglietto:   Gratuito 
Giorni e orario d'apertura:   8.00 - un’ ora prima del tramonto 
Chiusura settimanale:   Tutti i lunedì
 
Città:   Monasterace 
Indirizzo:   Strada Statale 106 Ionica 
 
Telefono:   0964/ 735154 
Fax:   0964/ 735154 
Informazioni telefoniche:   0964/535254



AREA ARCHEOLOGICA
Direttore:
   Dott.ssa Silvana Iannelli 
Descrizione:   Parte del Parco archeologico dell'antica Medma
    
Costo del biglietto:   gratuito 
Giorni e orario d'apertura:   8.30 - 13.30; 14.30 - tramonto 
Chiusura settimanale:   Tutti i lunedì
 
Città:   Rosarno 
Indirizzo:   Piano Delle Vigne 
 
Telefono:   0966/777101 
Fax:   0966/777101 


 

Aree archeologiche
» Vibo Valentia


Museo Archeologico Statale Vito Capialbi
La sede museale è presso il Castello Normanno-Svevo, costruito nel 1070 da Ruggiero il Normanno e successivamente ampliato da Federico II e dagli Angioini. Dopo i danni di un terremoto alla fine del XVIII sec, fu utilizzato come prigione. Dal 1969 l’edificio ospita il museo intitolato al conte Vito Capialbi, studioso ed archeologo ottocentesco. L’attuale allestimento, in ordine topografico e cronologico, comprende materiale proveniente dai recenti scavi della città e della zona, oltre a nuclei antiquari otto-novecenteschi appartenenti a studiosi locali. La collezione è divisa in quattro sezioni principali: reperti dagli edifici sacri, dalle necropoli, dalle collezioni private e materiale d’età romana.
Oltre a oggetti d’età preistorica provenienti dalla zona, frutto di scavi di una capanna dell’eneolitico e del rinvenimento fortuito di una spada del XIII sec. a.C. presso una tomba del VI sec. a.C., vengono al primo piano esposti i rinvenimenti dalle quattro aree sacre della città, di età magnogreca: i primi e più antichi reperti sono quelli della stipe votiva di contrada Scrimbia, databile dalla fine del VII sec. a tutto il V sec. a.C., consistente in ceramica corinzia, rodia e attica, anche di grande dimensione, bacili ed elmi bronzei, statuette votive e gioielleria di notevole qualità (orecchini, anelli, fibule, spilloni) in oro, argento e avorio. La stipe votiva di Cofino ha invece restituito in particolar modo alcuni pinakes di tipica produzione locrese e due modellini di tempietti particolareggiati in terracotta. Al piano inferiore sono esposti i reperti rinvenuti nelIe necropoli, comprese tra la fine del VII sec. a.C. fino al IV sec. a.C.; pezzo forte è la laminetta aurea iscritta in dialetto dorico-ionico, attestante il culto orfico, rinvenuta in una tomba femminile databile tra il V e il IV sec. a.C. Sono incisi consigli per il defunto una volta raggiunto l’aldilà. Segue la necropoli brettia di contrada Piercastello, contenente testimonianze della presenza dei bruzi nella zona (tesoretto di 867 argenti) e i nuclei antiquari privati, che espongono begli esempi di coroplastica (terrecotte arcaiche dal santuario di Scrimbia, antefisse a palmetta e a maschera silenica, sime dipinte) e ceramica (lekythoi attiche a figure rosse). Fra queste collezioni private spicca il monetiere Capialbi con i suoi rarissimi aurei locresi. L’esposizione continua con materiale di età romana: oltre a reperti in ceramica sigillata africana e aretina, sono presenti statue di marmo (notevole il busto di M. Vipsanio Agrippa, genero di Augusto), altri reperti (tegole bollate, statuette) e gigantografie di mosaici pavimentali databili tra il III ed il IV sec. d.C., provenienti dalle terme romane presso Sant’Aloe. Per finire si segnala un bel mosaico pavimentale, d’età imperiale, con fontane e scene marine.