Religiosi
» Sirleto Guglielmo
"Sapientissimo
calabro", cardinale ed erudito, nato a
Guardavalle nel 1514 e morto a Roma il 6
ottobre 1585.
Figlio di medico, ricevette una formazione
eccellente, resa alla conoscenza degli
eruditi distinti a Roma e divenne subito
amico intimo del cardinale Marcello Cervini,
il futuro papa Marcellus II.
Con Cervini, che fu presidente del Concilio
di Trento, nel periodo iniziale, mantenne
vasti rapporti e lavorò su tutte le domande
importanti presentate per la discussione.
Ricevuto l'incarico di custode della
biblioteca di Vaticana, Sirleto elaborò un
catalogo descrittivo completo dei relativi
manoscritti greci e mise a punto una nuova
edizione del Vulgate.
Paolo IV° nominò Guglielmo Sirleto
Protonotario vaticano e lo volle pure come
insegnante per due suoi nipoti.
Dopo la morte di questo papa ha insegnato il
greco e l'ebreo a Roma, ed ebbe il futuro
San Carlo Borromeo fra i suoi allievi.
Durante il periodo di conclusione del
Concilio di Trento fu, anche se continuò a
risedere a Roma, uno dei consiglieri. Il 20
aprile del 1562 (Natale di Roma) iniziarono
le riunioni delle Notti Vaticane,
l'Accademia fondata da San Carlo Borromeo e
dal cardinale di Guardavalle.
Fu nominato cardinale nel 1565 da Pio IV
sotto il titolo di San Lorenzo in
Panisperna, e negli anni successivi vescovo,
prima della diocesi di San Marco, dove fondò
un ospedale, e poi di Squillace, in
Calabria.
Un ordine del ministro papale, tuttavia,
incoraggiò la sua residenza a Roma, dove
venne richiamato nel 1570 per assumere la
funzione di protettore della Biblioteca
Vaticana.
La sua influenza fu preminente
nell'esecuzione delle imprese scientifiche
decretate dal Concilio di Trento.
Collaborò alla pubblicazione del Catechismo
romano, fu presidente delle Commissioni per
la riforma del Breviario e del Messale
romani e diresse pure il lavoro per la nuova
edizione del Martirologio romano.
Lavorò per la riforma della regola basiliana
e per quella del Calendario. Dopo molti
studi la commissione presieduta dal
cardinale Guglielmo Sirleto approvò il
progetto del calabrese Luigi Giglio che
consisteva nel saltare 10 giorni in modo da
riportare l'equinozio al 21 Marzo;
l'operazione ebbe luogo il 4 Ottobre del
1582; il giorno dopo fu il 15 Ottobre!
Per evitare che il problema si ripresentasse
in futuro, venne introdotto, sempre su
progetto del Giglio, un nuovo calendario
leggermente modificato che ebbe il nome di
Gregoriano in onore del papa allora regnante
Gregorio XIII. Altamente elogiativo di
cultura greca, Guglielmo Sirleto intrattenne
tutti i rapporti amichevoli con l'est e
consigliò a tutti gli sforzi che tendono
alla unione delle chiese. Fu assistito nella
sua ultima malattia da San Filippo Neri e
quando morì, all'età di 71 anni, fu sepolto
alla presenza del Papa Sisto V, nella
Basilica romana di San Lorenzo in Panisperna
di cui lo stesso era titolare. |
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