Condottieri e patrioti
» Romano Ademaro

 

Ademaro Romano, ammiraglio e consigliere di Roberto D'Angiò, nacque a Scalea intorno al 1280 e morì il 2 dicembre 1343.
Fu nominato da Re Roberto d’Angiò Ammiraglio della flotta e Consigliere Regio. Le sue ceneri sono custodite in un prezioso sarcofago nella chiesa di San Nicola in Plateis a Scalea.

- Mausoleo
Si ritiene che l'opera, composta da pezzi di marmo bianco, sia stata commissionata dallo stesso Ademaro ad artisti napoletani, i quali, nel realizzare il monumento, si richiamarono al modello di scultura di Tino di Camaino, e in senso lato all'arte di Arnolfo di Cambio e a quella dei fratelli Bertini.
Il sepolcro con la statua dell'ammiraglio è sovrastato dal baldacchino ad arco quadrilobato, che retto da due colonnine a tortiglione, contiene nel timpano due AdemaroRomano.jpgmedaglioni circolari con emblema ed uno quadrangolare con l'effigie dell'Eterno Padre.
Il baldacchino è coronato da due pinnacoli e da una statuetta acefala e sostenente uno stemma con due chiavi incrociate. Il sepolcro, sorretto da due leoni, presenta sulla fronte cinque bassorilievi, i quali, a partire da sinistra, raffigurano San Giovanni Battista, Santa Margherita d'Antiochia, la Madonna col Bambino, Santa Caterina d'Alessandria e San Giovanni Evangelista.
Nella lastra laterale destra vi è l'immagine in rilievo di Ademaro, che in ginocchio regge uno stendardo con gigli angioini e chiavi incrociate, mentre in quella sinistra compare lo stemma della famiglia Romano. Quest'ultimo, rappresentato da un leone rampante con fascia dentata, è ripetuto due volte nell'affresco della volticella del baldacchino.
Le iscrizioni latine in caratteri gallici disposte a cornice sulla fronte del sarcofago riportano la personalità di Ademaro e la sua data di morte.L'ammiraglio si trova qui sepolto in quanto egli, avendo sostenuto le spese per la costruzione della cappella, prima dedicata a S. Giovanni Battista e poi a S. Caterina d'Alessandria, ottenne da papa Giovanni XXII il diritto di patronato sul sacro edificio.
Il sarcofago venne profanato e danneggiato nel corso del saccheggio compiuto dai Turchi nel 1552. Questi, capeggiati da Dragut Rays, avrebbero portato via la spada in argento di Ademaro.