Condottieri e patrioti
» Poerio Giuseppe

Giuseppe Poerio, bravo avvocato e acceso patriota, nacque a Belcastro (CZ) nel 1775.
A Catanzaro e poi a Napoli, dove si era trasferito (1795) per esercitare l’avvocatura, ebbe maestri che lo avviarono alla conoscenza della filosofia illuministica e dell’umanitarismo settecentesco, sicchè si trovò naturalmente portato ad aderire alle dottrine dei novatori giacobini. Fu tra gli uomini più in vista della Repubblica Partenopea del 1799 e, nel febbraio dello stesso anno, fu mandato come commissario nel dipartimento «della Sagra» (Calabria) con il difficile compito di pacificare le popolazioni, quasi tutte avverse al nuovo ordine di cose.
Battutosi al Ponte della Maddalena e a Castel dell’Ovo, fu, dopo la resa della città e dopo la violazione dei patti di capitolazione da parte del Nelson, condannato al capestro, pena commutata nella relegazione perpetua a Favignana, di dove uscì nel 1801. Abbandonati i propositi e la mentalità rivoluzionaria, Poerio divenne un moderato, e così potè seguire la carriera pubblica, prima con Giuseppe Bonaparte e poi con Gioacchino Murat: fu, pertanto, intendente di capitanata (1808) e del contado di Molise; segretario generale della gran corte di cassazione; regio commissario per le Calabrie (1809).
Nel 1812 fu nominato consigliere di Stato. Restaurato il governo borbonico, venne eletto deputato al parlamento napoletano.
Nel 1821, venne arrestato per essere stato uno dei 22 firmatari della protesta contro l’arrivo dei soldati austriaci a Napoli, voluti dal re che temeva disordini per l’abolizione della Costituzione che aveva concesso, venendo confinato a Graz (Austria). Liberato nel 1823, si stabilì a Firenze da dove venne espulso ed esulò in Francia, passando poi in Inghilterra. Solo nel 1833 ottenne di ritornare a Napoli, dove riprese a esercitare l’avvocatura, divenendo in breve stimato maestro fra i penalisti napoletani.
Morì nel 1843.