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Natuzza.jpgL'afflusso di pellegrini verso Paravati di Mileto, in Calabria, è sempre più crescente. Sono migliaia le persone che, ogni giorno, giungono in questa località del Vibonese, da ogni parte d'Italia e del mondo, per raccogliersi in meditazione e preghiera.
È una grande testimonianza di fede nei confronti di Natuzza Evolo, l'«umile serva del Signore» che da più di mezzo secolo strabilia tutti con le sue intense e frequenti visioni soprannaturali, i suoi fenomeni di bilocazione e di emografia, le sue conversazioni con Gesù e con la Madonna, gli intrattenimenti con gli angeli e con i defunti, le stimmate durante la quaresima, le tremende persecuzioni diaboliche, ecc.
Natuzza Evolo nasce il 23 agosto 1924 a Paravati, frazione di Mileto, un paesino di tremila abitanti nella nuova provincia calabrese di Vibo Valentia. Cresce nella più totale povertà, senza mai andare a scuola, frequentando però il catechismo con assiduità, ma senza particolare fervore. A otto anni riceve la "visita" di san Francesco di Paola - grande santo calabrese - e le sembra una cosa del tutto normale.
Quando riceve la prima Comunione, invece, si accorge che la sua bocca si riempie di sangue. Lei lo inghiotte, pensa di "aver mangiato" Gesù e di aver fatto peccato.
Questi erano i primi segnali che le hanno fatto capire che la sua vita aveva un compito molto importante, un compito assegnatole direttamente dal Signore che, come spiega Natuzza, non l' ha mai abbandonata nei momenti duri e di atroci sofferenza che Natuzza ha dovuto sopportare per adempiere alla sua missione: "Salvare le anime delle persone", come le spiegò una volta la Santa Vergine.
È infatti un'"anima vittima", fin dall'adolescenza, da quando porta la croce per la riparazione dei peccati e la salvezza del prossimo. stimmate_Natuzza.jpg
Per nulla al mondo Natuzza sarebbe disposta a rinunciare al dolore che l'affligge, o a condividerne una parte con altri, anche adesso che soffre di seri disturbi cardiaci. Lei dice: «La bontà del Signore merita che io soffra per Lui». E spiega: «Ero piccolissima... Un giorno Gesù mi ha detto: "Mi appoggio a te con un dito!". E mi uscì il primo buco. A me sembrava una cosa bella, perché Dio mi toccava ed era una gioia perché vedevo il Signore. Poi, dopo cinque o sei anni, mi ha detto: "Mi appoggio con una mano". E mi è uscita una ferita alla spalla. Io ero di una felicità immensa, perché pensavo che il Signore si appoggiava a una meschina come me.
Poi sono arrivate le piaghe e io le accettai sempre e con amore, perché c'è Gesù che mi conforta". I momenti più difficili sono quelli dei giorni di Pasqua, in cui Natuzza rivive il dolore di Gesù riempendosi di piaghe.
natuzza_evolo.jpg"Per tre anni (1979-1981) ho assistito Natuzza il venerdì santo» ha raccontato la dottoressa Isolina Mantelli. "Arrivo sempre a mezzogiorno e la trovo già in sofferenza, a letto, che sta male. L'aspetto di Natuzza è quello di una donna martoriata fìsicamente e spiritualmente. È tutta una piaga. Le piaghe delle mani sono enormi, alcune volte sanguinano, altre no. Quando le ho esaminato la piaga sul torace, mi sono entrate tre dita dentro. Non è piacevole assistere a tutto questo. Io vado da lei in qualità di medico, ma soprattutto per rassicurare il marito, perché Natuzza, in quelle circostanze, non ha certo bisogno di un medico.
Io mi metto in un angolo, ma vedere una sofferenza così forte, a cui non si può partecipare e che non si può capire, mi sconvolge. A un malato si può dare aiuto, a lei no".
Ma Natuzza è entrata nei cuori delle persone, che in migliaia vanno a trovarla ogni anno, soprattutto per la sua capacità di ascoltare e di rassicurare tutta quella gente che parla con lei delle proprie sofferenze in attesa di un miracolo.
"Io sono solo una poveraccia, dico sempre di me che sono un verme di terra... So bene che molti parlano di "miracoli", ma questa è la cosa più inesatta che si possa dire o che si possa immaginare. I miracoli li fanno solo Gesù e la Madonna! Se fosse per me, io miracolavo tutto il mondo, prima nello spirito e poi nel corpo! Io ho solo pregato, indegnamente, per i drammi personali che migliaia di persone mi raccontano. Quello che faccio io è pregare il Signore, perché abbia pietà di loro e li aiuti. E se qualcuno viene poi per ringraziarmi, dico che devono farlo a Gesù e alla Madonna".
Non tutti hanno la fede cristiana per credere che tutto questo sia vero, per credere che le stigmate e le visioni siano reali. Ma certo non si può non credere alla bontà di questa semplice e umile donna, esempio splendido di madre, di moglie e di persona. Un esempio di immenso altruismo che dovrebbe far riflettere tutti, cristiani e non.


Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Animefondazione.jpg
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