Letterati
» Barlaam II
Nato
a Seminara, a Costantinopoli venne promosso
Archimandrita. Conquistatosi i favori
dell'Imperatore, fu inviato da Andronico in
missione diplomatica per tentare di
conciliare l'unione fra la Chiesa d'Oriente
e quella Romana. Scrisse testi di filosofia
e teologia sia in greco che in latino, tra
gli altri ricordiamo: l'Etica secondo gli
storici, due opere di astronomia e una di
acustica e musica. Si interessò di
matematica compiendo una glossa al libro di
Euclide. Impartì lezioni di greco al
Boccaccio che di lui scrisse: "Calabrese,
piccolo di statura, ma grandissimo di
sapere, talchè si portava seco attestati
d'imperatori e principi e di più uomini
dotti, che affermavano non solo ai loro
tempi ma ancora da più secoli addietro non
essere stato alcun altro fornito di tanta
cultura".
Barlaam fu anche Maestro e amico del
Petrarca. Il grande umanista toscano, quando
il monaco era a Firenze, disse:
"La Calabria ai nostri tempi ebbe
uomini versati nella lingua greca. Fra
costoro ebbi due amici intimi, il monaco
Barlaam e Leone (Pilato), ossia Leonzio. Il
primo era stato mio maestro".
Barlaam II viene considerato dagli
storici figura di primissimo piano,
esponente di rilievo di quella cultura
sobria ma solenne dei chiostri.
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