Letterati
» Anile Antonio
Nacque a Pizzo dà Leoluca e Amalia Tozzi, in
una casa sita in via Posca; successivamente
la famiglia traslocò in Corso Garibaldi.
Poeta, scrittore e scienziato di fama
internazionale, senza dubbio uno dei più
grandi figli della terra Calabra, fu anche
uomo politico di spicco e ministro della
pubblica istruzione per il Partito Popolare
Italiano.
Dopo compiuti gli studi a Monteleone (oggi
Vibo V.) si trasferì a Napoli, ove nel 1894
si laureò in Medicina e dove prese la
docenza in anatomia nel 1903; in seguito,
vinse la cattedra di anatomia artistica
dell’Accademia napoletana di belle arti, più
tardi passò a Roma. La sua opera di docente
e di scienziato è documentata, oltre che da
due trattati di anatomia umana - il primo di
topografia (Torino 1915), il secondo di
sistematica (Napoli 1919) - anche di
ricerche sulle ghiandole duodenali, sui
gangli nervosi e sulle localizzazioni
cerebrali (Bologna 1925). Ebbe anche
interessi di storia della scienza, prendendo
in esame l’anatomia nella storia dell’arte
(Napoli 1912), trattando in vari articoli
dei contributi all’anatomia di Leonardo da
Vinci e mettendo in luce l’opera scientifica
di F. Cesì.
Da alcuni di questi ultimi saggi emergono
già le sue peculiari qualità di intelligente
divulgatore; la solida preparazione, la
finezza e la facilità d’esposizione, che
all’Anile derivano anche dalla sua notevole
preparazione umanistica, lo mettono subito
in luce. Sviluppando l’identità scientifica
di Anile (ricordiamo che fu collaboratore
prezioso negli studi anatomici, del celebre
Giovanni Antonelli) corre l’obbligo
menzionare i suoi massimi scritti: “A
proposito di un rene a ferro di cavallo”
Napoli, libreria Detken a Rocholì, 1899;
“Osservazioni e interpretazioni anatomiche”,
Napoli (1900); “Il naturalismo moderno di S.
Tommasi”, Bari, Laterza; “La salute del
pensiero Bari (1920), Laterza; “Contributo
alla conoscenza del villo intestinale”,
Napoli (1914); “Elementi di Anatomia umana
topografica, Torino, UTET (vol. in 80);
“Trattato di Anatomia sistematica dell’Uomo,
Napoli, Casa Ed. EIpis;’ ‘NeDa scienza e
nella vita”, Bologna (1924), Zanichelli; “Le
meraviglie del mondo vivente”, 2 voli.,
Milano (1923), Mondadori; “Questo è l’Uomo”,
Firenze (1944), Vallecchi.
Un posto importante occupano nella nostra
letteratura gli impegni poetici dell’Anile,
mai trascurati e sempre sublimi per spirito,
contenuto e profonda conosciutissima
tecnica. Potremmo citare le seguenti
pubblicazioni tenendo presente che “la sua
lirica ha una voce lieve e tenue; rifugge da
ogni tendenza declamatoria”, non la si può
collocare in nessuna corrente del primo
Novecento dato il suo profilo di indubbia
indipendenza: “Primum mane”, Napoli (1889),
A. Tocco; “Intermezzo di sonetti”, Firenze
(1893); “Primi Tumulti”, Napoli (1902);
“Sonetti dell’anima”, Napoli (1903), Pierro;
“La croce e k Rose”, Napoli, (1909);
“Sonetti religiosi”, Bologna (1921),
Zanichelli; “Nuovi sonetti Religiosi”,
Milano (1931), l’eroica; “Bellezza e verità
delle cose”, Vallecchi (1935), ritenuto
giustamente il capolavoro di Anile, è stato
tradotto in diverse lingue ed è arrivato
alla XX ed.; “Le ore sacre”, Firenze (1936),
Vallecchi; “L’Ombra della Montagna” Roma
(1939), Ed O. Nazionale per il Mezzogiorno.
La fama, l’intelletto e la straordinaria
versatilità, gli aprirono le porte della
politica, mondo in cui Anile non seppe mai
penetrare nei meandri insidiosi degli
intrighi e dei compromessi, dato l’animo
puro e schietto di sano poeta cui era
dotato.
Aderì al Partito Popolare Italiano, fondato
da Don Sturzo, e fu eletto alla Camera dei
deputati nelle seguenti Legislature: XXV
Legislatura (I. feb. 1919-7 IV. 1921), per
il collegio di Catanzaro; XXVI Legislatura
(11. 6. 1921-25. I. 1929). per il collegio
unico calabrese.
Nel governo Bonomi, fu eletto
sottosegretario alla pubblica istruzione (5
luglio 1921-26 feb. 1922) e nel successivo
gabinetto Facta, Ministro della Pubblica
Istruzione (26 feb. 1922 - I agosto 1922).
Il 23 maggio 1922, presentò il progetto di
legge per l’istituzione dell’esame di stato
per tutte le scuole superiori che venne
approvato dalla Commissione Parlamentare, ma
la discussione in aula, prevista il 15
luglio dello stesso anno, fu rinviata a
causa della subentrata crisi ministeriale.
Il progetto fu poi ripreso da Gentile e la
legge passò impropriamente sotto il nome del
predetto ministro anziché come “legge
Anile”.
Riconfermato Ministro della Pubblica
Istruzione nel secondo Gabinetto Facta,
rimase in carica solo fino all’ottobre del
1922. Dopo il 1925 cominciò piano piano ad
appartarsi dalla vita politica sino a
ritirarsi del tutto verso il 1930, volendo
manifestare così la sua avversione al regime
fascista.
Anche nel campo scolastico lasciò opere di
largo interesse culturale come: “Lo stato e
la scuola”, Firenze (1921), Vallecchi; “Per
la cultura e per la scuola”, Bari (1922), La
terza; “Riforma scolastica e libertà
d’insegnamento” ed. Elpis, Napoli (1920); La
Calabria ha dedicato molte attenzioni al
figlio illustre dedicandogli vie ed
intitolandogli scuole come nelle città di
Catanzaro, Crotone, Reggio, ecc. Sposò Maria
Pekle, che gli fu fedele compagna per tutta
la vita.
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