Antichi
mestieri
» Tintore
'U tinturi
L'uso indispensabile del telaio manuale, con
il quale le donne producevano filati e
coperte di seta, destinate a formare la dote
delle ragazze del luogo, faceva
obbligatoriamente nascere il mestiere del
tintore.
I colori di cui il tintore faceva uso non
erano in polvere, ma in granuli, per cui,
deposti in un recipiente di rame semiovale e
munito di un lungo manico di ferro, dovevano
essere ridotti in polvere pestandoli per
mezzo del pillo.
Molto usata era la granatina (colore
estratto dalla melagrana), che veniva
impiegata unendola ad altri colori per
variarne la tonalità.
Per ottenere il nero, ad esempio, dopo avere
immerso il tessuto in un bagno di granatna,
si versava un particolare additivo, detto
"legno campeggio" e poi una dose adeguata di
vetriolo.
La preparazione dell'indaco di Bengala
(importato in zolle dall'Africa) avveniva
mediante il filtraggio del colore con
l'aggiunta di additivi speciali e tenendo il
preparato a mollo per 24 ore. Ne scaturiva
un colore che a prima vista faceva pensare
al verde, in effetti, però, si trattava di
una tonalità di blue (blue indaco)
abbastanza resistente nel tempo: era quello
il colore che conferiva dei meravigliosi
toni cangianti alla saja (costume
tradizionale) indossata dalla maddamma.
Facendo uso di grosse caldaie di rame,
dentro cui il tessuto di seta o cotone
bolliva al fuoco lento della legna, la tinta
veniva data a più riprese. Generalmente, per
arrivare ad ottenere, la tonalità di colore
desiderata, l'operazione si protraeva anche
per una settimana e forse più.
Speciale attenzione veniva rivolta alla
saja, per la colorazione della quale
bisognava prima 'nzarvarla (togliere cioè le
sostanze gelatinose della seta, tenendola a
mollo per 24 ore in una particolare
soluzione chimica acquosa) e poi veniva
tinta a strisce di 60 cm. circa (così come
usciva dal telaio).
Per la stiratura veniva usato uno speciale
metodo che conferiva ai tessuti (specie a
quelli di seta) una particolare lucentezza,
grazie alle gocce d'acqua che venivano
spruzzate durante la stiratura stessa.
Un cilindro avvolgeva per due giorni il
tessuto di seta, facendo sì che esso
rimanesse rigido come un foglio di
cartoncino.
Non erano rari i casi in cui il tintore si
occupava anche della tintura della pelle.
Colorazione che prevedeva ben quattro
trattamenti diversi.
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