Antichi
mestieri
» Impagliatore di
sedie
'U
seggiaru
Il compito del "seggiaru” era quello di
costruire le sedie di ripararle, di
rivestire damigiane e contenitori per
damigiane.
Il lavoro veniva svolto per le strade del
paese o in una bottega.

Per gli intrecci usava rametti di salice,
vinghio, paglia e germogli di olivo.
Le piante, ridotte comunque a rametti,
venivano sfogliate, scortecciate (per
prevenire l'attacco da parte di insetti e
parassiti), messe in acqua per mantenerne
l'elasticità e, una volta estratte, subito
lavorate (quando si seccano, infatti,
perdono l'elasticità e mantengono la forma
data loro). Le sedie venivano costruite in
due fasi distinte.
La prima consisteva nella sacomatura,
nell'intaglio e nell'incollaggio delle aste
di legno lavorate variamente.
La seconda fase, spesso riservata alla
collaborazione dei membri della famiglia,
moglie e figlie in primo luogo, consisteva
invece nell'intreccio e nella definizione
del fondo della sedia.
L'abilità dell'artigiano si manifestava
nella sicurezza con cui incideva e rifiniva
i singoli elementi, al fine di poterli
successivamente assemblare senza alcuni
intervento correttivo.
Nella tessitura del fondo della sedia si
manifestava invece, accanto all'abilità, il
gusto delle decorazioni e delle varianti ad
un modello sostanzialmente unitario.
Inoltre per aggiustare vecchie sedie,
ricorreva a materiali legnosi resistenti,
quali rubina o simili, che, intrecciati in
fasce di sostegno venivano avvolti attorno a
dei bastoncelli di legno che formano lo
scheletro della sedia.
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