Antichi
mestieri
» Funaio
'U
cordaru
I funai erano bravissimi e valenti artigiani
che facevano le funi a mano. Avevano un
unico attrezzo di lavoro, consistente in una
grande ruota, a doppia faccia, di almeno un
metro di diametro, con al centro una
manovella.
Nel passato le funi erano molto richieste.
Se ne faceva largo uso in tutti i mestieri.
Il contadino e il pastore le usavano per
legare le bestie al pascolo, per assicurare
il carico al basto, per allungare le
briglie, per legare la legna in fasci, per
costruire recinti mobili e occasionali allo
scopo di tenere chiuse le bestie durante la
notte e poterle meglio vigilare contro i
malviventi e i lupi. I muratori usavano le
funi per tirare su il materiale di lavoro,
mentre il carrettiere le usava per legare le
merci che trasportava sul carretto e per
azionare la martellina (freno).
La materia prima era la stoppa derivata
dalla canapa. Questa veniva legata alla
ruota e mentre girava, filo dopo filo,
veniva avvolta. Nasceva così l'embrione
della corda. Rotoli di spago venivano
attorcigliati con il girare continuo della
ruota, azionata da un bambino oppure dalla
moglie dell'artigiano.
I mastri funai lavoravano sempre all'aperto.
Non era possibile fare diversamente, in
quanto la lunghezza delle funi non
permetteva la lavorazione all'interno di
locali per quanto grandi potessero essere.
Davanti alla ruota ci doveva essere uno
spazio libero di almeno venti metri per
potere lavorare tranquillamente. Mano a mano
che la corda si formava veniva arrotolata
attorno alla ruota, fino a che non si
raggiungeva la lunghezza desiderata. Era
questo il sistema per potere venire incontro
a certe particolari esigenze.
Per fare una fune grossa produceva prima
diverse funicelle di piccola e media
grandezza. Dopo le legava alla ruota nel
numero di due, tre o anche quattro. La ruota
girava in continuazione, mentre l'artigiano
andava a piccoli passi indietro, tirando e
bagnando continuamente la corda, fino a
quando non terminava il lavoro. |
|
|
|