Antichi
mestieri
» Filatrice
Era
una donna che trasformava una massa informe
di batuffoli di lana in un filo da lavorare
successivamente con i ferri da calza, per
ricavarne coperte, maglie, mutande, calze,
ecc.
Questa era una attività antichissima, la cui
origine si perde nella notte dei tempi, ed
era eseguita sempre allo stesso modo.
Nei pomeriggi estivi e, soprattutto, nelle
lunghe serate invernali, le nostre vecchie
erano impegnate in uno dei compiti loro
riservati. La filatura della lana di pecora.
Un tempo, la filatura veniva praticata con
la rocca e il fuso.
La lana prima veniva cardata facendola
passare e ripassare tra due assi di legno
contrapposti, dai quali fuoriuscivano lunghi
chiodi. Più tardi la filatura veniva fatta
con apposite macchine a pedale, nelle quali
il fuso era sostituito dalla spola.
La lana filata veniva poi raccolta in
matasse, lavata in acqua calda, quindi usata
per fare calze, maglioni, maglie, scialli
ecc.

Il lavoro durante l’inverno, veniva svolto
nelle stalle, dove la gente era solita
trascorrere la serata al caldo delle mucche.
Oltre alla lana la filatura a mano
riguardava tutte le fibre vegetali come il
cotone, la canapa, il lino.
Per eseguire questo lavoro era necessaria
un’ottima preparazione tramandata da madre
in figlia, ed un impiego per gran parte
della giornata.
La filatura a mano della lana fino a trent’anni
fa era diffusissima nelle famiglie perché
permetteva di ottenere gli indumenti
necessari e nello stesso tempo di guadagnare
qualche soldo.
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