Antichi
mestieri
» Cantastorie
Il cantastorie, fin dai tempi più antichi,
era colui che andava in giro a cantare e
declamare le sue “storie” per paesi e città.
Di solito si fermava in una piazza,
all’angolo di una strada, in un mercato,
dove c’era tanta gente di passaggio e lì
incominciava a cantare, a suonare, a esibire
i suoi fogli e i suoi cartelloni e tutti si
radunavano ad ascoltare e a guardare.
Intorno al cantastorie quindi si formava un
gruppo di gente, e questo spazio costituiva
il palcoscenico nel quale il cantastorie
faceva il suo spettacolo.
Le “storie” che cantava potevano essere
tragiche, allegre, strampalate, e a seconda
dei casi la gente si commuoveva o sorrideva
ascoltando le vicende che il cantastorie
sapeva evocare.
Lo spettacolo era semplice, popolare, fatto
con spontaneità e con improvvisazione, la
musica era popolare, il linguaggio semplice
e spontaneo, adatto a suscitare emozioni e
sentimenti.
Cronista, saltimbanco, poeta, musicista,
clown, il cantastorie era tutto questo e in
più sapeva stabilire un contatto diretto col
suo pubblico che conosceva molto bene.
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