Antichi mestieri
» Calderaio

calderaio.jpgQuadararu
"U quadararu" è uno dei tanti mestieri scomparsi.
A volte succedeva che una "quadara" si sfondava o si ammaccava in più punti sia per qualche caduta che per il troppo uso. "U quadararu" interveniva per rimetterla a nuovo. Se era rotta ci voleva una "pezza" che ricavava da una pentola vecchia o in disuso e che, con chiodini di rame, applicava dalla parte esterna.
L'interno delle "quadare" e delle pentole in rame, veniva rimesso a nuovo stendendo dello stagno sulla superficie resa liscia,quadararu.jpg lucente ed uniforme, con una matassa di canapa che veniva strofinata fino a che il lavoro non era eseguito alla perfezione.
"U quadararu" aveva fama di essere abbastanza sfortunato perché, generalmente, tutte le volte che lui arrivava pioveva e il suo lavoro, svolto all'aperto, diventava più complicato. Era diventato un modo di dire " a furtuna du quadararu " per indicare una persona per nulla fortunata.
Il suo mestiere lo costringeva a essere sempre unto di nero e nero aveva anche il viso.
Nel prezzo, contrattato prima, era sempre compreso un bicchiere di vino.
"U quadararu" era un artista nel lavorare il rame delle casseruole, dei secchi e delle "quadare".
Ora, con le pentole in acciaio inox, le padelle con i fondi in teflon, non si ha più bisogno della sua presenza.