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Locroi Epizefiri (Locri)
Da riscontri
archeologici, la città fu fondata poco dopo
la fondazione di Crotone (709 a.C) quindi
alla fine del VIII° a.C., da coloni che
provenivano dalla Locride Ozolia o Opunzia.
Aristotele sostiene che i fondatori fossero
in realtà dei servi fuggiti con le mogli dei
loro padroni, impegnati con Sparta nella
guerra contro i Messeni: tale asserzione,
negata più tardi da Timeo (III° a.C.) fu
confermata da Polibio (Storie XII, 5-10),
che raccolse le testimonianze dirette dei
discendenti locresi; a queste origini è
forse da riferire l'uso singolare della
matrilinearità nella discendenza nobiliare.Comunque
l'importanza delle donne nella cultura e
nella società locrese è confermato anche da
alcuni epigrammi ritrovati della famosa
poetessa Nosside, locrese che spesso si
richiamò ai versi di Saffo.
La polis di Locri Epizefiri era organizzata
secondo un modello tipico della madrepatria,
con una rigida aristocrazia conservatrice e
guerriera che deteneva il potere e lo
esercitava attraverso l’"Assemblea dei
Mille" che comprendeva, probabilmente, tutti
i cittadini che godevano dei pieni diritti
politici; la popolazione era, poi, suddivisa
in tre tribù e trentasei fratrie. Fin
dall'antichità Locri è ricordata per
l'attività legislativa di Zaleuco (660 a.C.?),
redattore del primo codice europeo di leggi
scritte, che sembra essere rimasto in vigore
per oltre duecento anni. Tra la fine del VII°
e l'inizio del VI° secolo a.C. si datano le
fondazioni delle due sub-colonie, Hipponion
e Medma, fondate sul Tirreno in un'ottica di
espansione territoriale a Occidente e
bloccando di fatto l'espansione a nord di
Reggio. Poco prima del 550 a.C. sappiamo
della vittoria che la città riportò, alleata
con i Reggini, contro Crotone, nella
battaglia della Sagra (odierno Turbolo): a
questo proposito le fonti ricordano
l'intervento miracoloso dei Dioscuri, figli
di Zeus e protettori della città, che
sarebbero scesi sul campo di battaglia
aiutando i 10.000 locresi ad avere il
sopravvento sui 130.000 avversari. La
vittoria della Sagra comunque non portò
particolari benefici per Locri in termini di
potere politico visto che negli anni a
venire la città fu costretta a chiedere
ripetutamente aiuto a Siracusa per
difendersi dagli attacchi di Reggio e dalle
rivolte delle sue colonie sul tirreno che
raggiunsero l'autonomia grazie all'appoggio
di Crotone (422 a.C.).
Nel 477 a.C. Anassilao, tiranno di Reggio,
attaccò la polis che, successivamente, dal
V° a.C., si alleò con Siracusa. Dionisio I°
sposò una nobile locrese e concesse alla
città ampliamenti territoriali ai danni di
Reggio e Caulonia; il figlio di costui,
Dionisio II°, cacciato da Siracusa nel 356
a.C., si rifugiò nella città di locri dando
origine ad un'odiosa tirannide, finita
tragicamente con il massacro della sua
famiglia da parte dei cittadini esasperati,
che instaurarono un governo democratico.
Dopo aver parteggiato per Pirro ed essere
stata occupata da Annibale tra il 216 e il
215 a.C., nel 205 a. C. Locri entrò
nell'orbita romana come municipium, perdendo
progressivamente importanza fino
all'abbandono (VII°-VIII° d.C.), avvenuto in
concomitanza con le incursioni arabe e il
conseguente arroccamento su Gerace.
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