Itinerari
» Il Pollino

 

Da Colloreto al Monte Pollino

Altitudini: da 906 m a 2248 m
Durata del percorso andata e ritorno: 7 ore e mezza, 8 ore
In automobile, sull'Autostrada n. 3 Salerno Reggio Calabria, uscita a Mormanno per poi seguire la sterrata che raggiunge i ruderi del convento di Colloreto. In quel luogo lasciare l'automobile. Dietro i ruderi del convento parte un sentiero che sale una pendice e poco dopo, a destra, entra nella boscaglia di macchia mediterranea. Il sentiero prosegue fino a raggiungere la sorgente Tufarazzo.
Si prosegue costeggiando il vallone del Colloreto fino ad una deviazione in discesa sulla destra che scende sul fondo del fosso e lo oltrepassa, dopo un tratto riprende a salire con una curva a sinistra sul lato opposto. Si imbocca poi la Scala di Morano una ripida mulattiera che si arrampica sulla pendice fino alla selletta che è l'orto del Piano di Gaudolino dov'è la sorgente omonima. Sulla destra della selletta, tra grandi faggi, parte un sentiero che risale lungo la stessa pendice in direzione inversa fino a raggiungere un belvedere con grandi rocce erose. Il sentiero piega a sinistra e raggiunge una nuova sella oltre la quale sulla destra c'è il belvedere del Monte Pollinello.
Si procede sulla sinistra della sella, nel bosco di faggi avendo come riferimento il costone sul quale svettano enormi e solitari i pini loricati. Si continua lungo il costone in cui si incontrano ancora i pini loricati e si giunge all'ultima erta che porta sulla cima del Monte Pollino (2.248 metri). L'itinerario è di media difficoltà ma è faticoso.

Il costone sud della Serra Dolcedorme

Altitudini: da 800 m a 2266 m
Durata dell'itinerario: 8 ore, andata e ritorno
E' un itinerario faticoso con passaggi esposti e difficili. E' necessaria una buona esperienza della montagna.
Il primo tratto dell'itinerario è uguale a quello dell'itinerario precedente. Quando si giunge al bivio di due sentieri, seguire quello di destra.
Si risale zigzagando lungo le pendici di Cozzo Palumbo fino a raggiungere una piccola sella.
Si prosegue a sinistra lungo la cresta del costone, in salita e con passaggi su rocce esposte che, dov'è possibile, si possono aggirare nel bosco, talvolta a destra talaltra a sinistra.
Dopo una lunga salita faticosa si giunge ad un'altra piccola sella contrassegnata dallo scheletro riverso di un pino loricato. Si riprende a salire lungo la cresta e dopo pochi metri si devia a sinistra attraverso ripidi pendii e ci si immette nel canalone-pietraia. Si riprende a salire tenendosi sempre sulla destra facendo attenzione a non provocare la caduta di pietre. Il canalone si restringe fino a diventare una specie di imbuto superato il quale dopo un ripido pendio si giunge
destra della vetta.

L'anello della Timpa di San Lorenzo

Altitudini: da 580 m a 1652 m
Durata dell'itinerario: 7 ore, andata e ritorno
Si tratta di una vera e propria ascensione faticosa per la quale è necessaria una buona esperienza della montagna.
Da San Lorenzo Bellizzi si prende la strada per S. Anna e poi a sinistra al di sotto della piccola piazza del paese. Si attraversa un ponte e quindi si svolta a destra con una curva a gomito e si arriva sotto i "lisci" della Timpa di S. Lorenzo. Lì si lascia l'automobile. Si comincia a salire liberamente e direttamente lungo un rapida pendenza evitando le pietraie instabili e le placche rocciose troppo esposte.
Proseguire fino alla cresta dalla quale si gode un bel panorama. Si continua facendo molta attenzione lungo la cresta superando piccole cime fino alla cima vera e propria. Si scende poi direttamente fino al piano posto a qualche centinaia di metri sotto la cima. Da qui si prosegue deviando sulla sinistra lungo il canalone che scende fino a raggiungere la strada di Sant'Anna che si ripercorre fino a raggiungere il posto in cui è parcata l'automobile.

Ridiscesa del canyon del Torrente Raganello

Altitudini da 400 m a 820 m
Durata del percorso: dalle 9 alle 10 ore
L'itinerario presenta diverse difficoltà e pericoli. Occorre una buona esperienza di trekking di montagna e adeguate attrezzature. Da Civita si prende la strada sulla sinistra all'inizio del paese, all'altezza del Colle La Ciuca dopo circa sei kilometri, sull'angolo di un tornante, sulla destra parte una stradina che conduce ad una fontana. E' il punto
bisogna lasciare l'automobile. Si prosegue lungo una stradina in salita, si supera sulla sinistra una masseria, poi si scende verso un pianoro con alcune case rurali abbandonate.
Da questo pianoro si ha la vista del canyon del Raganello. Si scende il ripido pendio al di sotto del pianoro lungo il sentiero che piega a sinistra. Si attraversa un pianoro e si giunge al Piano d'Illice contrassegnato dalla presenza di un grande masso fessurato. Si prosegue lungo il sentiero che entra in un fitto bosco di lecci, si prende una deviazione a destra, si prosegue la rampa che porta allo scoperto e poi piega a sinistra ancora nel bosco. Si
attraversa una pietraia e poi un canalone. Si prosegue sul sentiero per un tratto a mezza costa e si raggiunge il Ponte d'Illice. Sul lato opposto si scende a destra fino a raggiungere il greto del torrente.
Nell'impossibilità di attraversare il ponte, ci sono guadi piuttosto semplici mentre la gola si restringe e si allarga alternativamente. Dopo alcune conche fiorite di oleandri si raggiunge una strettoia che forma una gola. A questo punto enormi massi ingombrano il greto formando cascatelle, anfratti, laghetti. Si
passa sulla sinistra di un passaggio infilandosi al di sotto dei massi e uscendo più avanti. Ancora guadi ma più difficoltosi, con brevi nuotate e poi superamento in corda con ancoraggio su chiodo a sinistra e ancora avanti, ancora in corda con ancoraggio su chiodo. Si continua poi tra strettoie guadi fino a raggiungere l'ultimo tratto della gola. Il Ponte del Diavolo segna la conclusione del percorso.
A destra dell'uscita della gola un sentiero in salita porta a Civita.