I personaggi
» Democede
Democede è medico di professione, il più abile nella
sua arte a quei tempi" così lo descrive
Erodoto nel Terzo libro delle Storie,
riconoscendo al medico crotoniate un primato
che probabilmente si guadagnò anche per il
suo tanto girovagare.
Di Democede in effetti non si hanno molte
notizie sulle sue tecniche mediche, o sulle
sue ricerche, si sa che andò via da Crotone
per i continui attriti con il padre
Callifonte (altro grosso medico crotoniate),
e iniziò ad esercitare la professione medica
ad Egina in Grecia, dove visse per due anni
guadagnando più di un Talento. Passò
successivamente ad Atene dove guadagnava
oltre 100 Mine annue, fino a quando il
tiranno di Samo, Policrate, non riuscì a
portarselo a corte con un compenso annuo di
2 Talenti (cifra enorme per quei tempi).
Il suo nome era già conosciuto in tutta la
Grecia ed oltre, tanto che venne chiamato ad
esercitare presso la corte del potente Dario
di Persia, il Re dei Re, che slogatosi una
caviglia cadendo da cavallo, non riusciva a
guarire, nè a dormire più, tanto forte era
il dolore. I medici Egizi del Re persiano
cercarono invano di ricomporgli il piede
slogato, ma senza risultati, così, sentito
parlare di questo medico prodigioso, Dario
lo volle a corte a tutti i costi. Democede
guarì con i suoi metodi la caviglia del Re,
e successivamente anche la moglie di questi,
ottenne per le sue prestazioni una grande
casa a Susa, un posto fisso alla tavola del
Re e tanto, ma tanto oro.
Divenuto ricco grazie alla sua abilità
medica, Democede fuggì dalla Persia con uno
stratagemma, e fece ritorno a Crotone dove
immediatamente sposò una figlia di Milone
(secondo Erodoto per ottenere la liberazione
definitiva da Dario di Persia) entrando di
fatto nella casta aristocratica dei
Pitagorici, ma questo gli costò caro perché
il suo nome finì nella lista nera redatta da
Cilone nella rivolta contro il gruppo
pitagorico che a quell'epoca governava a
Crotone.
Costretto a fuggire nuovamente, come tutti
gli appartenenti alla casta, Democede cercò
rifugio a Platea nei pressi della sua città
natia, ma qui fu ucciso da un certo
Democrate, che si guadagnò così la taglia
posta su di lui.
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